Rimane pochissimo tempo per i beneficiari di trattamenti di reversibilità, integrazioni al minimo o maggiorazioni sociali che non hanno ancora trasmesso all’Inps il riepilogo dei redditi relativi all’anno 2022. Il limite tassativo del 15 settembre 2026 è ormai prossimo. Chi ignora questa scadenza perderà il diritto al sussidio in via permanente, a causa del provvedimento di revoca immediata applicato dall’ente previdenziale.
Per sollecitare i ritardatari, l’istituto ha già introdotto una trattenuta pari al 5% dell’importo mensile a partire dalle mensilità estive. Questo accertamento si riflette sul cedolino sotto la voce specialistica “Trattenuta per mancata comunicazione reddito art. 35, comma 10 bis, d.l. 207/2008”.
Ogni anno, l’Inps ha necessità di verificare lo stato economico dei beneficiari. Questo perché sussidi come reversibilità, maggiorazioni sociali e integrazioni al minimo sono vincolati al reddito, che può cambiare di anno in anno. Ecco perché sono necessarie visite regolari. Per le pensioni sociali e le indennità legate all’invalidità civile, invece, valgono altre regole.
Chi non comunica i propri redditi, rischia perciò di perdere tutto. Per evitare il provvedimento di revoca è necessario inviare entro il 15 settembre un’istanza telematica denominata “Ricostituzione reddituale per sospensione art. 35, comma 10-bis, D.L. n. 207/2008”. Questa operazione è possibile accedendo al portale dell’Inps con Spid, Cie, Cns o credenziali eIDAS. A quel punto si entra nell’area riservata alle domande di pensione e si cerca quella voce specifica dedicata alla modifica della pensione. Chi non vuole effettuare la procedura da solo, può rivolgersi a un istituto di patronato.
La cosa importante è provvedere a inviare i dati. Chi non rispetta i tempi, rischia di vedersi cancellare tutti i sussidi. Non solo. L’Inps attiverà anche le procedure di riscossione per recuperare tutte le somme erogate in passato e giudicate non spettanti. L’ente può effettuare dei prelievi mensili sulla pensione fino all’estinzione del debito, oppure inviare una raccomandata con la richiesta di restituzione tramite avvisi di pagamento.
