Leggi il settimanale

Rottamazione Imu, Tari e multe: come funziona e quali Comuni aderiscono

Con la conversione in legge del DL 38/2026 entra nel vivo la rottamazione dei tributi locali

Rottamazione Imu, Tari e multe: come funziona e quali Comuni aderiscono
00:00 00:00

Entra nel vivo la rottamazione delle cartelle dei tributi locali.

Con l’entrata in vigore della Legge n. 88/2026, i contribuenti con debiti verso le amministrazioni locali per mancati versamenti di Imu, Tari e multe stradali potranno sanare la propria situazione con un piano di rateizzazione e il possibile azzeramento delle sanzioni e degli interessi di mora.

Come previsto dall’ultima Legge di Bilancio, i Comuni hanno piena autonomia nel definire i parametri della definizione agevolata per i tributi di competenza locale. La misuralegata al decreto legislativo sul federalismo fiscale approvato nel maggio 2025, autorizza le amministrazioni ad attivare sanatorie per lo stralcio, totale o parziale, dei costi accessori. Restano esclusi dal provvedimento i carichi affidati all’Agenzia delle entrate, interessando esclusivamente le imposte riscosse in proprio dagli enti.

Si tratta, nei fatti, di una rottamazione a livello locale, con l’obiettivo di agevolare i contribuenti nel pagamento del dovuto e, al contempo, favorire un maggiore gettito per le casse comunali. Attenzione, però, perché non esiste un obbligo generale: la normativa lascia ai singoli Comuni la totale libertà di decidere se e come aderire.

È fondamentale, quindi, verificare le delibere del proprio comune di residenza, perché le amministrazioni hanno tempo fino al 30 giugno 2026 per formalizzare la propria posizione. Ma come funziona? Entriamo più nel dettaglio.

Rottamazione “preconfezionata” o “autonoma”

I Comuni che decideranno di aderire potranno scegliere tra due diverse modalità.

La prima formula è quella della rottamazione preconfezionata con cui, nei fatti, viene estesa ai comuni la stessa regolamentazione prevista per la pace fiscale prevista a livello nazionale per i carichi affidati alla riscossione dal 2000 al 2023.

Le amministrazioni potranno dunque decidere se includere nella definizione agevolata i debiti locali gestiti dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Si tratta di una adesione senza la possibilità di definire i parametri della sanatoria. Per questa opzione i comuni dovranno deliberare entro il 30 giugno prossimo mentre i cittadini dovrebbero poter iniziare a aderire presentando domanda tra il 16 settembre e il 31 ottobre 2026. Si potrà saldare in un’unica soluzione entro il 31 gennaio 2027 o in un massimo di 54 rate bimestrali.

La seconda strada è quella della “Rottamazione autonoma”, cioè saranno i comuni a definire in piena autonomia scadenze, requisiti e piani di rateizzazione.

La mappa delle adesioni

Tra i comuni propensi alla formula della rottamazione preconfezionata ci sono Genova, Napoli e Palermo che hanno già scelto ufficialmente di percorrere questa via, mentre comuni come Torino hanno già avviato una

sanatoria autonoma (debiti fino al 2020 da saldare in 36 mesi).

Per il no, invece, si sono schierati i comuni di Milano, Firenze e Bologna.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica