Iscrivere il proprio figlio ad una scuola paritaria può comportare un impegno economico non indifferente per i bilanci familiari. Tra retta scolastica, mensa e altri servizi, difatti, la spesa annua può essere davvero importante ma ci sono delle misure a cui i genitori possono accedere per vedere alleggerito il carico dei costi da sostenere.
Per il 2026, difatti, sono presenti due bonus/agevolazioni a cui è possibile accedere: da un lato i contributi economici introdotti dalle singole Regioni per i redditi medio-bassi; dall’altro i vari rimborsi ottenibili portando le spese sostenute in dichiarazione dei redditi. Vediamo meglio di cosa si tratta.
“Buoni scuola” e voucher regionali
La scelta di iscrivere i propri figli a un istituto paritario può trovare supporto in un sistema di sostegno articolato su due strumenti paralleli: da un lato i voucher erogati a livello locale, il cui accesso è invece subordinato all'Isee familiare; dall'altro lato la detrazione fiscale statale, riconosciuta indipendentemente dal reddito.
La prima opzione, dunque, è legata ai bandi territoriali; molte Regioni, difatti, mettono a disposizione ogni anno la cosiddetta “Dote Scuola” o “Buono Scuola”.
Si tratta di un contributo economico diretto, erogato sotto forma di voucher o bonifico, per coprire in parte o del tutto i costi della paritaria. Di solito l’accesso a questo contributo è generalmente riservato ai nuclei familiari con un Isee in corso di validità entro una determinata soglia, che nella maggior parte dei bandi regionali si colloca tra i 30mila e i 40mila euro.
Per farne richiesta, occorre attendere l’apertura del bando regionale e presentare la domanda attraverso il portale istituzionale della propria Regione, utilizzando le credenziali Spid, Cie o Cns; è inoltre necessario essere già in possesso dell'attestazione Isee 2026 in corso di validità.
Agevolazioni fiscali
Accanto ai voucher regionali ci sono le detrazioni previste dalla dichiarazione dei redditi.
Difatti, lo Stato riconosce una detrazione Irpef pari al 19% delle spese sostenute per la frequenza delle scuole dell’infanzia, del primo ciclo (elementari e medie) e delle superiori. Occorre ricordarsi, però, che ci sono dei massimali da rispettare e, nello specifico:
- Il tetto di spesa detraibile: la detrazione del 19% non si applica all'intera retta scolastica, ma a un importo massimo di 800 euro annui per ciascun figlio;
- Il beneficio massimo: il risparmio fiscale può arrivare fino a 152 euro per studente, pari al 19% del limite di spesa detraibile;
- Le spese ammesse: oltre alla retta di iscrizione e frequenza, sono detraibili anche i costi per la mensa e per i servizi integrativi deliberati dalla scuola, come il dopo scuola o assistenza durante il pasto. Restano invece esclusi gli acquisti di libri di testo, il materiale di cancelleria e le spese per il trasporto scolastico.
Inoltre, occorre ricordarsi che per avere diritto alla detrazione del 19%, la legge impone la tracciabilità; le rette e la mensa, pertanto, devono essere pagate esclusivamente
tramite bonifico, bollettino postale o carte di debito/credito.Nel caso di pagamenti in contanti non si avrà diritto al rimborso. Inoltre, le ricevute devono indicare chiaramente i dati dell'alunno e la causale del versamento.
A partire dal 23 luglio sarà necessario aggiornare la password del tuo account.
Segui la procedura guidata "Hai dimenticato la password?", tutti i dati e le informazioni del tuo profilo rimarranno invariati.