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Strisce blu, arrivano le “spie intelligenti” che controllano la tua auto in sosta: come funzionano e a cosa devi stare attento

I nuovi sensori installati negli stalli a pagamento rilevano la presenza delle auto in tempo reale. Da Benevento a Roma, ecco cosa cambia per gli automobilisti e come funzionano i controlli

spie strisce blu

La rivoluzione digitale porta importanti novità anche nell’ambito dei parcheggi a pagamento. Sono arrivati, infatti, gli stalli muniti di dispositivi intelligenti capaci di rilevare la presenza di una vettura e indurre il sistema a indirizzare gli automobilisti verso i posti rimasti liberi. Lo scopo, ovviamente, è quello di ridurre i tempi e migliorare la circolazione urbana.

A Benevento, la società BeMobi ha già cominciato l’installazione dei sensori nei parcheggi blu. L’obiettivo è quello di coprire tutti i 1.800 stalli presenti nel Comune.

Questa novità non servirà solo ad aiutare i conducenti, permettendo loro di risparmiare tempo e carburante, ma anche all’amministrazione comunale. I sensori, infatti, consentiranno di effettuare controlli più mirati sulle vetture posteggiate negli stalli a pagamento.

Ma come funzionano queste “spie intelligenti”?

Le spie impiegate per la rilevazione si presentano come dei dispositivi compatti neri, bordati d’azzurro, e a forma di disco. Vengono installati al centro di ogni singolo stallo, a filo d’asfalto, e ciascuno dispone di un numero identificativo.

Sfruttando la tecnologia dell’Internet of Things (IoT), l’apparato rileva la sosta di un’auto captando le variazioni di luce e temperatura causate dalla sua presenza. I dati vengono poi trasmessi in tempo reale a una piattaforma centrale. Questo flusso di informazioni, mira a semplificare la ricerca del parcheggio degli automobilisti, oltre a fornire agli addetti ai controlli una mappa aggiornata in tempo reale utile a effettuare verifiche e a individuare i veicoli non in regola.

Non è solo Benevento a scegliere di impiegare i dispositivi intelligenti. Prima ancora c’è stata Roma, seguita da molte altre città. Anche nella Capitale i parcheggi blu muniti di spie sono ormai una realtà. La prospettiva è quella di arrivare, un giorno, a integrare i dati forniti dai rilevatori alle applicazioni di guida e ai navigatori GPS.

Non solo. Conoscere esattamente quali parcheggi vengono occupati dalle auto, consentirà ai Comuni di scoprire in quali zone c’è maggiore carenza di stalli e provvedere.

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