«La Consulta fa da contropotere al governo»

nostro inviato a Toronto

In Canada Berlusconi atterra quando in Italia è ormai notte, per partecipare prima al G8 e poi al G20 ma forse anche per prendere una boccata d'aria dalle solite beghe della politica italiana. Con l'unica fortuna di non doversi sorbire la prestazione dell'Italia, visto che durante la traversata oceanica è possibile seguire le nefandezze azzurre solo via radio. Grane interne alle spalle, dunque, almeno per una decina di giorni visto che dopo Toronto il Cavaliere volerà prima a San Paolo, poi a Panama e infine ad Antigua. Ultima in ordine di tempo, quella dei continui ricorsi alla Corte costituzionale, che ieri ha prima bocciato in parte le norme sulle ronde contenute nel pacchetto sicurezza e poi è stata chiamata in causa dal gup di Milano Marina Zelante che ha sollevato questione di costituzionalità sulla richiesta di legittimo impedimento presentata dal Cavaliere nel processo Mediatrade. E il premier deve essersi morso la lingua quando in Consiglio dei ministri ha commentato la decisione del giudice milanese, perché - è la premessa - «non è possibile continuare a leggere sui giornali cose che io avrei detto qui dentro e che invece sono inventate di sana pianta» o «comunque distorte» come «è accaduto con Saviano».
Nonostante il timore della solita fuga di notizie, però, Berlusconi non manca di puntare il dito contro l'ennesimo ricorso alla Consulta. Una «decisione scontata» e «prevedibile», spiega ai suoi ministri. Perché secondo il Cavaliere è proprio la Corte costituzionale a fare ormai da «contraltare» al governo. Insomma, nella testa del premier la decisione sulle ronde sarà presto seguita da analogo pronunciamento sul legittimo impedimento. «Il sistema - è il ragionamento del Cavaliere - è ormai rodato: noi facciamo le leggi, i soliti giudici fanno ricorso e le leggi vengono cassate». Insomma, «siamo in un Paese dove non si può decidere nulla» né tantomeno «pensare di legiferare». Anche perché, è il commento di Ghedini, «il giudice si è dimenticato che la difesa aveva offerto una data ravvicinata» (il 27 luglio). Per dirla con le parole usate dal Cavaliere durante il volo per Toronto, «è incredibile che i giudici mettano in dubbio l'impedimento anche su un appuntamento come il G8».
Legittimo impedimento che aleggia su quasi tutto il Consiglio dei ministri. Berlusconi, infatti, invita al brindisi per Brancher («la sua nomina - spiega ai presenti - rientra nell'accordo tra Pdl e Lega ed è un giusto riconoscimento al suo ruolo di uomo del dialogo») e segue applauso. Anche se pochi minuti dopo le agenzie fanno sapere che i legali del neoministro hanno appena eccepito il legittimo impedimento nel processo per la scalata di Bpi ad Antonveneta in cui è imputato. Una notizia che scatena non solo tutta l'opposizione ma pure la pattuglia finiana.
Prima di involarsi per Toronto - oggi a Muskoka, la località dove si tiene il G8, dovrebbe avere un bilaterale con l'inglese Cameron e uno con il russo Medvedev - in veste di ministro allo Sviluppo economico Berlusconi affida anche un messaggio al sito Forzasilvio.it in cui annuncia un disegno di legge sulla liberalizzazione delle imprese. Che, spiega, sarà discusso in Consiglio dei ministri «entro la metà di luglio». Un ddl, dice, che alcuni ministri hanno già «ribattezzato legge Berlusconi» e che «metterà fine a quell'oppressione burocratica che insieme a quella fiscale e giudiziaria è presente in Italia». E la colpa è della «cultura comunista e cattocomunista» che «ha ispirato l'articolo 41 della Costituzione» (sull'iniziativa economica) che «noi vogliamo modificare».

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