“Spinta motivazionale interna, ossessiva e incontrollabile”. È uno dei passaggi contenuti nella relazione dei carabinieri specialisti del Racis di Roma per Luca Spada, il 28enne ex autista di ambulanza di Forlì adesso in carcere con l’accusa di aver ucciso sei pazienti con iniezioni d’aria. Il ritratto psicologico è stato sviluppato dal Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche nell’ambito dell’indagine della procura di Forlì sull’uomo, ora in carcere. Spada, che ha sempre respinto le accuse, andrà a giudizio immediato (l’udienza sarà il 15 ottobre) per l’omicidio di Deanna Mambelli, 85enne morta il 25 novembre 2025. È il caso per cui si trova in carcere con misura cautelare, mentre per le altre cinque morti contestate le indagini non sono ancora chiuse.
Qual è il suo ritratto
“Spinta motivazionale interna, ossessiva e incontrollabile”: è questo uno dei passaggi del Racis, secondo i quali Spada avrebbe selezionato con cura le sue vittime, sempre anziani e malati, secondo una logica predatoria e seriale. A dare nuovi e ulteriori evidenze della personalità di Spada anche il numeroso materiale con selfie in cui comparivano bare, le fotografie ai carri funebri ma anche la riesumazione di cadaveri come da testimonianza di una sua collega.
Selfie, foto e commenti
“Oggi è giornata di riesumazione”, scriveva Spada con tanto di foto. Un’altra volta, eccolo ritratto con alcune bare. “Ragazzi offerta speciale! Sono arrivate e non so dove metterle, se trovate da venderla fate un fischio”. In un’altra occasione, l’autista dell’ambulanza si era immortalato accanto a un carro funebre all’ingresso di un camera mortuaria con il seguente commento. “Se volete fare un giro con me chiamatemi pure”. Queste sarebbero foto e scritte che Spada ha condiviso tra 2024 e 2025 in una chat di gruppo e adesso finita sotto la lente d’ingrandimento degli investigatori.
Perché rimane in carcere
Spada all’epoca dei fatti collaborava un’agenzia di onoranze funebri di Meldola, provincia di Forlì-Cesena. Il pm Andrea Marchini ha scelto la linea dura, chiedendo al gip il carcere invece degli arresti domiciliari perché, anche se a maggio scorso è stato licenziato dalla Croce Rossa, i rischi rimarrebbero comunque elevati. Il gip ha condiviso questa scelta.
“Comportamento delittuoso con carattere di serialità”, recitano gli atti che lo riguardano, con la ripetizione di un certo tipo di condotta perpetrata nel corso del tempo. Da qui, il Racis parla di uno “schema operativo identificabile e non riconducibile a singoli episodi isolati o meramente occasionali”, ma uno “schema comportamentale che si ripete nel tempo attraverso modalità analoghe e funzionalmente coerenti”, con una dinamica che porta a ripetere le azioni, considerate “ben concatenate e ideazioni articolate”, con le scelte molto precise sulle sue vittime e sulle decisioni da prendere.
