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Cronaca giudiziaria

Blocco della Milano-Meda: espulso il trapper 351 Bratan

Piantedosi: “Revoca del permesso di soggiorno e rimpatrio per la pericolosità sociale”. Il difensore: “Misura eccessiva, è stata una bravata”

In aereo I[TESTO]eri mattina Nicolae Novacenco[/TESTO] è salito sul volo

È stato espulso ieri mattina il trapper che lo scorso 18 settembre aveva bloccato, insieme a due «colleghi», la Milano-Meda per girare un videoclip. Lo annuncia il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. «Rimpatriato - scrive su X il capo del Viminale - il trapper Bratan: aveva bloccato la Milano-Meda per realizzare un video musicale non autorizzato, mettendo in grave pericolo la sicurezza degli automobilisti in transito. Le indagini, condotte anche attraverso l’analisi di diversi profili social, hanno permesso di identificarlo come il motociclista alla guida del gruppo che aveva paralizzato la circolazione. In considerazione della sua pericolosità sociale, gli è stato revocato il permesso di soggiorno ed è stato imbarcato sul primo volo diretto nel suo Paese di origine», cioè la Moldavia.

E il legale di 351 Bratan, all’anagrafe Nicolae Novacenco, 31 anni, annuncia il ricorso al Tar della Lombardia contro il provvedimento. «Il rimpatrio più veloce della storia», sottolinea a La Presse l’avvocato Matteo Politano. Si tratta, aggiunge, di «una questione diventata più politica che giudiziaria. Non parliamo di un terrorista, parliamo di una persona che ha compiuto una bravata. La presunta pericolosità sociale si basa su due piccoli precedenti, uno per porto d’armi relativo a un manganello telescopico e uno per possesso di sostanze stupefacenti di lieve entità, e sul blocco stradale, fatto che è ancora in fase di indagine».

Il decreto Sicurezza entrato in vigore lo scorso anno prevede in caso di blocco stradale proprio la revoca del permesso di soggiorno e l’espulsione del cittadino straniero per pericolosità sociale (valutata dal questore). Il legale contesta anche che nel provvedimento non sarebbe stata valutata la situazione personale e familiare di Novacenco: «Aveva un permesso di soggiorno di lungo periodo, era in Italia dal 2009 e tutta la sua famiglia è qui. È stato mandato in Moldavia, suo Paese di nascita ma non di origine, un posto in cui lui è straniero, non parla neanche moldavo». Il 31enne «ha lasciato in Italia un figlio di 9 mesi, una moglie, ha una casa con mutuo. Non faceva solo il trapper, ma lavora come corriere dalla mattina alla sera».

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