È il risultato di un intenso e costante lavoro diplomatico che non si è mai interrotto, anche nei momenti più difficili di indignazione e sgomento di Palazzo Chigi e delle famiglie dei ragazzi italiani feriti, di fronte a certe mosse della Confederazione elvetica che non dimostravano alcun rispetto per la tragedia di Crans Montana. Ieri è arrivata la notizia che la nostra diplomazia e la Farnesina attendevano da mesi. Sarà la Svizzera a pagare le spese mediche dei 12 ragazzi rimasti feriti nel rogo del Constellation che erano stati curati negli ospedali elvetici prima di essere trasferiti in Italia. Berna rinuncia così a chiedere il rimborso allo Stato italiano di 1,6 milioni di euro. Dopo la figuraccia dell’invio delle fatture mediche fino a 80mila euro per poche ore di ricovero, che erano state spedite direttamente alle famiglie dei ragazzi italiani come una sorta di copia conoscenza, con la pretesa che fosse l’Italia a farsene carico, è arrivata la marcia indietro. Il governo svizzero ha deciso di «rinunciare a titolo eccezionale al rimborso, pienamente cosciente dell’immenso dolore che grava sulle famiglie delle vittime e sulle persone che soffriranno per tutta la vita delle sequele delle gravi ferite subite», è la nota della Confederazione.
È stato il presidente Guy Parmelin a informare personalmente della decisione la premier Giorgia Meloni, che aveva espresso tutta la sua irritazione per il comportamento degli elvetici. «Accolgo con grande soddisfazione la notizia. Sono felice di questa soluzione: nessun onere ricadrà sulle famiglie o sull’Italia - ha commentato la presidente del Consiglio - Il mio pensiero va, ancora una volta, alle famiglie delle vittime e dei ragazzi feriti, che affrontano con straordinaria dignità e forza un dolore immenso. A loro rinnovo la più sincera vicinanza del Governo italiano, che continuerà a stare al loro fianco». Un giro di boa importante nei rapporti con la Svizzera: «Ringrazio il presidente Parmelin per la sensibilità dimostrata. Questa decisione - conclude Meloni - conferma la solidità del rapporto tra le nostre nazioni». Anche il ministro degli Esteri Tajani esprime apprezzamento «per il grande gesto di solidarietà dalla Svizzera». La Farnesina in una nota ricorda che, in stretto coordinamento con Palazzo Chigi, il ministro ha sempre offerto «immediata solidarietà e sostegno alle famiglie».
La Confederazione precisa che la decisione «si inserisce in un’ottica di reciprocità ed esprime un gesto di gratitudine per la solidarietà ricevuta subito dopo il rogo, quando ha beneficiato di un aiuto rapido, senza burocrazia e gratuito da parte dell’Italia e di diversi Paesi europei per la cura o il trasporto all’estero dei feriti». Un sollievo per le famiglie. Umberto Marcucci, padre del 16enne Manfredi, riconosce «il grande lavoro diplomatico. Quando parlai con l’ambasciatore mi disse che la presidente Meloni c’era rimasta veramente molto male, il governo si è mosso bene per far valere una posizione che non era solamente sua ma un po’ di tutti. È un bel segnale».
