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Cronaca giudiziaria

“Il movente dell’attentato a Ranucci è politico”. Le motivazioni del Riesame di Roma sul no ai domiciliari per Lavitola

L’autore dell’intimidazione avrebbe tentato di assumere anche il ruolo di persona informata, capace di suggerire spiegazioni e possibili responsabili

Amici fraterni Sigfrido Ranucci e Valter Lavitola attovagliati come d'abitudine al Bistrot Cefalù di Monteverde, a Roma Quella sera è presente anche la collaboratrice di Mr. Report, Laura Cianfoni

Arrivano le motivazioni del Tribunale del Riesame di Roma, che aveva negato gli arresti domiciliari al mandante reo confesso dell’attentato a Sigfrido Ranucci, Valter Lavitola. Motivazioni che sottolineano l’inattendibilità del faccendiere: diverse, infatti, le bugie che avrebbe detto in sede di interrogato e durante le dichiarazioni spontanee. Secondo il Tribunale, Lavitola avrebbe sfruttato la relazione di fiducia con Ranucci per avvicinarsi ulteriormente al giornalista dopo l’attentato.

A pagina 20 i giudici richiamano l’ipotesi secondo cui Lavitola avrebbe cercato di convincere Ranucci a seguire determinate piste investigative. In questa prospettiva, l’autore dell’intimidazione avrebbe tentato di assumere anche il ruolo di persona informata, capace di suggerire spiegazioni e possibili responsabili. Si delineerebbe così un meccanismo ben definito: creare una situazione di pericolo e poi presentarsi come interlocutore utile per comprenderla e affrontarla.

Il Tribunale considera questo comportamento coerente con l’ipotesi accusatoria, secondo cui il movente di Lavitola fosse di tipo politico. Il provvedimento richiama conversazioni e contatti nei quali Lavitola avrebbe prospettato piste alternative rispetto alla propria responsabilità. Secondo i giudici, tali iniziative avrebbero potuto contribuire a orientare l’attenzione verso altri soggetti. L’ordinanza descrive un comportamento che non si sarebbe esaurito nella fase preparatoria dell’attentato, ma sarebbe proseguito anche successivamente. La vicinanza con Ranucci avrebbe rappresentato, secondo questa lettura, uno strumento per acquisire informazioni sull’evoluzione delle indagini e influenzare la percezione dell’accaduto.

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