L’intolleranza a sinistra si mostra in molte forme ma senza dubbio l’insulto è una delle preferite. Più passa il tempo e più la sinistra italiana, con varie sfumature, dimostra di non essere in grado di tollerare, nemmeno confrontarsi, chi non ha le sue stesse idee. Tra i giovani sembra essere perfino sparita la sinistra democratica, sostituita da una sorta di sinistra integralista che sembra voler tornare al monopartito. Chi non la pensa come loro è contro di loro e chi è contro di loro è nemico, quindi soggetto da eliminare o, comunque, da minacciare di eliminazione.
L’ultimo episodio si è verificato a Roma, dove in queste settimane sono i corso i preparativi per Fenix, la festa di Atreju, che si terrà dal 16 al 20 settembre a Roma Eur. Nei manifesti dell’evento, soggetti ancora in via di identificazione hanno lasciato scritte come “Infami”, “P38”, il simbolo di falce o ancora “foibe”. A denunciarlo è stato proprio Atreju con un video, mostrando le scritte e aggiungendo: “Un po’ di spray, tanta intolleranza e una certezza: ci vediamo a Fenix, dal 16 al 20 settembre. Roma, Eur”. Le scritte sono state vergate in nero, utilizzando le scritte già presente nel claim della manifestazione: “Il tempo della P38”, “Il tempo delle Foibe” e ancora una scritta in russo: “Stalin”.
Non è la prima volta che la giovanile di Fratelli d’Italia viene messa nel mirino degli estremisti di sinistra ma stavolta la minaccia è grave. La P38 è l’arma divenuta il simbolo degli anni di Piombo. La sua consacrazione visiva avviene il 14 maggio 1977 a Milano, durante una manifestazione di protesta in via De Amicis degenerata in scontri armati. Il fotografo Dino Fracchia immortalò un giovane militante dell’Autonomia Operaia, Giuseppe Memeo, mentre impugnava una P38 a due mani, a gambe piegate, puntandola verso le forze dell’ordine. In quell’episodio fu ucciso il vicebrigadiere di pubblica sicurezza Antonio Custra. Da quel momento l’arma è entrata nell’immaginario collettivo della sinistra e non è raro, oggi, che i manifestanti durante i cortei ne mimino la forma con le mani. E non è sicuramente un caso la cadenza nell’anniversario della morte di Charlie Kirk, esponente giovane dei Maga americani, ucciso da un estremista con un colpo di pistola.