"Non c'è alcuna volontà di interferire con l'autorità amministrativa. Le sentenze non si commentano, si rispettano e se non si condividono si impugnano". Sono le parole del procuratore di Milano, Marcello Viola, all'indomani della prima sentenza sull'urbanistica milanese che ha sollevato polemiche politiche, tra cui quella del sindaco e del vicesindaco di Milano, Giuseppe Sala e Anna Scavuzzo. "La Procura è una e si muove in sintonia", ha sostenuto Viola, aggiungendo che si aspettano "le motivazioni con massima serenità" per poi valutarle e decidere il da farsi "senza idee preconcette".
La risposta arriva all'indomani delle dichiarazioni del primo cittadino meneghino che aveva detto di essere "amareggiato" per quella che ha definito essere una "violenza verbale dei pm".
"Un continuo uso di aggettivi, una continua necessità di corroborare le loro tesi con parole tese a screditare la nostra azione", ha detto Sala, ricordando che sono stati utilizzati "termini come democrazia urbanistica e sovvertimento".
E ancora: "Siamo stati accusati di sovvertire la democrazia urbanistica, ora chiedo: accusare un'istituzione di sovvertire la democrazia urbanistica, vuol dire fare il proprio lavoro e quindi una estrema urgenza legale, oppure fare politica? L'ho detto in tempi non sospetti, qualche settimana fa e non posso che riconfermarlo. Una parte della Procura ha dato una impostazione politica al suo lavoro. La giustizia ha tante teste, la stessa Procura ha tante teste. È chiaro che, a questo punto, sono anche un po' curioso di capire il dottor Viola, come vede la situazione.
È evidente che sta tutto in una responsabilità generale e quindi gli chiedo che giudizio dà, a questo punto, dell'operato del suo team. Posto che tutti noi dobbiamo dare un giudizio del nostro operato e di chi lavora con noi".