“Sorvolo su alcuni passaggi dell’intervista a Ranucci oggi su Repubblica perché sulla mitomania mi sono soffermata abbastanza e non infierisco, ma sono molto stupita della frase modalità pizzino su di me”. Così la giornalista Selvaggia Lucarelli commenta su X le dichiarazioni rilasciate a Repubblica dal conduttore di Report su di lei.
“Siamo al punto che persino Selvaggia Lucarelli mi imputa rapporti spregiudicati. Sarebbe interessante citare i suoi”, è la frase ‘incriminata’ di Sigfrido Ranucci che la Lucarelli cita integralmente nel suo post. “A parte che nel mondo del giornalismo fatto da persone perbene si risponde su ciò che l’altro ha scritto, non attaccando chi ha scritto e non mi sembra che Ranucci lo abbia fatto”, premette Lucarelli, prima di partire al contrattacco. ”L’argomentum ad hominem per delegittimare chi scrive e fa il suo lavoro me lo aspetto dai fasci, non da Ranucci”, prosegue la giornalista. E poi aggiunge: “E ancora più, visto che nella frase precedente parlava di frequentazioni altrui con terroristi e poi passa a me, dovrebbe essere così gentile da evitare allusioni e dire con nomi e cognomi quale brutta gente o criminali e pregiudicati sarebbero miei amici o confidenti o frequentazioni”.
Lucarelli non ha dubbi che questo sia un atteggiamento un po’ ricattatorio: “Perché altrimenti suona come un ‘so cose su di te, quindi ti conviene stare zitta’. Racconta pure Ranucci, sennò sembra una intimidazione allusiva e un metodo molto poco nobile di non rispondere sul merito lanciando ombre su chi ti critica”. Lucarelli, quindi, conclude: “Che nel mio caso - qui sta il tuo problema - non puoi liquidare come ‘è amica dei fascisti’, perché io ho solo scritto ciò che penso o che so, senza mandanti e senza finalità oscure”.
