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Cronaca giudiziaria

Processo Baiardo, FI fa quadrato e difende il Cav dalle parole di Graviano: “Accuse infamanti”

L’indignazione non solo della famiglia ma anche da parte della politica, con Forza Italia che si è schierata compatta per difendere la sua memoria

Berlusconi è davvero eterno. Lo certificano i suoi processi

Le parole del boss Giuseppe Graviano su Silvio Berlusconi durante il processo Baiardo in corso a Firenze hanno suscitato parecchia indignazione. Non solo da parte della famiglia, come testimonia la lettera scritta dalla figlia Marina Berlusconi a questo quotidiano ma anche nella sua famiglia politica, quella di Forza Italia, che si è schierata compatta per difendere la sua memoria. “Sono indignato per le accuse infamanti formulate senza contraddittorio in aula dal boss stragista Graviano nei confronti del presidente Berlusconi. È il segno di un accanimento giudiziario che va addirittura oltre la morte e mina i principi dello Stato di diritto”, ha dichiarato il segretario di Forza Italia e vicepremier Antonio Tajani, secondo il quale “è ignobile che si conceda ancora credito a insinuazioni e accuse totalmente prive di attendibilità e che sono state ampiamente smentite in tutte le sedi, ma che continuano a gettare ombre e trascinare il nome di Silvio Berlusconi dentro ricostruzioni che dopo anni di indagini e verifiche non hanno trovato mai riscontri”. Trasformare “per poi strumentalizzare le dichiarazioni di un boss in un processo mediatico permanente è un abominio. La giustizia deve accertare i fatti, non alimentare teoremi, e deve tutelare la dignità delle persone, non distruggerne la reputazione. Vale per tutti. Deve valere anche per Silvio Berlusconi. Cercare di sporcare la sua immagine violando il suo diritto direi estremo alla difesa è un atto inqualificabile e gravissimo. Per questo proseguiremo nella nostra battaglia per riformare la giustizia, garantendo a chiunque un giusto processo”.

La stessa posizione è stata espressa dalla presidente dei senatori di Forza Italia, Stefania Craxi, la quale sottolinea che “siamo di fronte a racconti che si fondano esclusivamente sulle parole di un boss mafioso condannato per gravissimi delitti e che ripropongono tesi più volte smentite dai fatti. È grave che, ancora una volta, si tenti di accreditare come plausibili ricostruzioni prive di prove, alimentando sospetti e insinuazioni che hanno il solo effetto di infangare la memoria di chi non può più difendersi. Non si può consentire che falsità ripetute nel tempo si trasformino, per sola reiterazione, in una verità alternativa. La storia non si riscrive con le dichiarazioni di uno stragista”. Secondo Deborah Bergamini, vice segretario nazionale di Forza Italia, “si tratta di un accanimento inaccettabile, ancor più considerando l’espediente della deposizione di un boss trasformata in evento mediatico a uso del mascariamento perenne. Chi ha conosciuto Berlusconi e ne ha condiviso la battaglia politica non può restare indifferente. Il garantismo vale sempre, ancor più quando chi è destinatario di accuse gravissime non può più respingerle. E proprio per questo la denuncia di Marina Berlusconi riguarda la dignità e la solidità dello Stato di diritto”.

Il presidente della Commissione Esteri e Difesa del Senato, il senatore Maurizio Gasparri, ha voluto ribadire che a “Firenze si usano farneticazioni di personaggi screditati per alimentare ricostruzioni false. Io stesso ho contestato più volte nel passato con veemenza l’azione del magistrato Tescaroli e di altri suoi colleghi. A Firenze si usano processi su altre vicende per attaccare ancora Silvio Berlusconi. Una vergogna assoluta. L’uso politico della giustizia portato alle estreme conseguenze e oltre la vita fisica delle persone. Una situazione intollerabile. Mi fermo qui perché bisognerebbe usare parole ben più gravi.”

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