Margherita Agnelli non sarà parte civile contro il figlio John Elkann nel procedimento penale in corso a Torino sulla residenza italiana della mamma, Marella Caracciolo vedova di Gianni Agnelli. La sua richiesta, invece, è stata accolta nel segmento del processo in cui viene contestato un reato di falso al notaio Remo Moroni e al commercialista di famiglia Gianluca Ferrero.
Paolo Siniscalchi, avvocato dello staff difensivo, ha definito “condivisibile” la decisione di non accogliere la richiesta in quanto, dice, “abbiamo sempre sostenuto che la costituzione a parte civile non può essere uno strumento per inserire nel processo penale degli insondabili rancori personali”. Per i giudici, ha aggiunto Siniscalchi, “Margherita De Pahlen non ha alcun titolo per lamentare danni contro John Elkann in relazione ai fatti oggetto del processo penale”. Ora “ci concentreremo sulla sostanza del procedimento: dimostrare che John Elkann ha agito sempre nel pieno rispetto della legge”.
Ovviamente, è di diverso avviso Diego Trevisan, legale di Margherita Agnelli, il quale spiega che da parte loro avevano “chiesto soltanto il riconoscimento di un danno morale, non patrimoniale. In questa fase non siamo stati ammessi come parte civile per i reati che la pubblica accusa attribuisce a John Elkann integranti la dichiarazione fraudolente e la truffa ai danni dello Stato. Potremo chiedere i danni morali in una seconda fase del processo e anche in sede civile, con danni patrimoniali”. L’avvocato si ritiene comunque soddisfatto di essere stati ammessi “come parte civile per quel che riguarda il reato di falso riguardante i documenti sugli assetti proprietari della Dicembre, sul quale, inoltre, è stata accolta un’eccezione che ha portato alla contestazione di una aggravante. Quello che ci importa è che è rimasto fermo e impregiudicato l’impianto accusatorio nei confronti di tutti gli imputati”. Va ricordato che è stata Margherita Agnelli, nel dicembre 2023, a presentare l’esposto alla procura di Torino che ha dato il via agli accertamenti. L’udienza è stata aggiornata al prossimo 16 ottobre.
Secondo l’ipotesi della procura di Torino, la villa elvetica di Marella Caracciolo sarebbe stata un artificio per occultare al fisco italiano ingenti risorse finanziarie. Al centro dell’indagine figurano una rendita vitalizia da milioni di euro e un patrimonio superiore al miliardo, distribuito tra opere d’arte, trust offshore e Sicav lussemburghesi. In questo contesto, John Elkann risulta indagato per frode fiscale e truffa aggravata ai danni dello Stato. Gli accertamenti riguardano nello specifico le dichiarazioni dei redditi relative al 2018 e ai primi tre mesi del 2019, posizioni per le quali in un primo momento era stata avanzata richiesta di archiviazione. Gli inquirenti ipotizzano che il trasferimento formale di residenza oltreconfine abbia permesso di simulare un soggiorno all’estero mai avvenuto nei fatti. Questo meccanismo avrebbe consentito di sottrarre all’Agenzia delle Entrate sia un’asse ereditario stimato in un miliardo di euro, sia il versamento di 248,5 milioni di euro a titolo di Irpef.
