Paura nel pomeriggio di ieri a Verdello (Bergamo), dove una donna nigeriana ha minacciato di far saltare un palazzo e aggredito un carabiniere intervenuto per fermarla.
Stando a quanto riferito dalle autorità locali, l’allarme è scattato intorno alle 13.35, quando è stato richiesto, per una lite, l’intervento dei carabinieri al civico 19, dove si trova un palazzo in cui vivono famiglie di origine prevalentemente straniera.
Al loro arrivo, i militari hanno subito compreso che qualcosa non andava: all’interno dell’edificio c’era forte odore di gas. Raggiunto il terzo piano, si sono introdotti all’interno di un appartamento, da cui giungevano forti rumori. Nell’abitazione si trovava una donna – identificata come una nigeriana di 46 anni – in evidente stato di alterazione. La 46enne, completamente nuda, urlava frasi sconnesse in lingua inglese e colpiva il pavimento con i pugni. Oltre all’odore di gas, nell’appartamento c’erano stanze allagate, oltre a fili elettrici scoperti.
Quando un militare, avvicinatosi per metterla in sicurezza, è scivolato sul pavimento bagnato, lei ha afferrato un coltello da cucina – tenuto sul divano – si è scagliata contro un appuntato, colpendolo al torace. Per fortuna il carabiniere indossava il giubbotto antiproiettile e non è stato ferito.
La donna è stata così bloccata e portata all’esterno dell’appartamento, dove ha cominciato a calmarsi. Fondamentale è stato l’arrivo di altri militari, giunti da Zingonia, e degli operatori sanitari del 118. Sedata e caricata sull’ambulanza, la 46enne è stata portata al pronto soccorso dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Era positiva alla cannabis, ma non sono state riscontrate patologie psichiatriche, per cui il verdetto è stato infine - si legge nell’ordinanza - “intossicazione acuta da sostanze”.
Al momento la 46enne è piantonata dalle forze dell’ordine e in stato di fermo. L’accusa nei suoi confronti è quella di tentata strage. Questo perché, nel corso di un controllo all’interno dell’appartamento, sono state trovate tre bombole di gas spalancate. È stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco, che hanno sigillato lo stabile, dichiarandolo inagibile fino alla messa in sicurezza.
Interrogata dagli inquirenti, la nigeriana ha affermato di aver aperto una bombola in più per cucinare. Teneva con sé il coltello, invece, per “difendersi dalla magia nera”, come riportato da BergamoNews. Per la gip Beatrice Purita allo stato, la volontà delle condotte criminose era sorretta da volontà di “intendere e di volere”.
Importanti anche le testimonianze degli inquilini. Fra questi ci sarebbe un uomo che, entrato nell’appartamento della 46enne a seguito di un blackout elettrico, ha trovato la donna con una corda attorno al collo. In un secondo momento sarebbe stato aggredito dalla stessa, che lo ha minacciato con un coltello, gridando: “Ammazzo tutti”.
Le autorità stanno cercando di capire il perché di un simile comportamento. Ai controlli, la donna è stata trovata positiva alla cannabis, mentre sono state escluse patologie di natura psichiatrica.