Nel giorno dello sciopero dei penalisti che ha comportato il rinvio dell’udienza preliminare prevista per oggi, i legali di Fares Bouzidi, che guidava lo scooter coinvolto nello schianto in cui morì Ramy Elgaml decidono di passare all’attacco. Dopo il deposito di una loro consulenza di parte, un video e una relazione di una ong francese, che introduce nei fatti una nuova ricostruzione dell’incidente con l’ipotesi di un contatto tra l’auto dei carabinieri e lo scooter, hanno fatto sapere che citeranno lo Stato come “responsabile civile” per i danni. Gli avvocati Marco Romagnoli e Debora Piazza continuano a sostenere l’ipotesi dell’“omicidio volontario”.
La consulenza di parte e lo speronamento
I legali, che citano appunto il lavoro della ong specializzata in inchieste “indipendenti” sulle violenze delle forze dell’ordine, sostengono che la Gazzella dei carabinieri guidata da Antonio Lenoci, difeso da Arianna Dutto, avrebbe speronato il T-Max con a bordo Fares Bouzidi e Ramy, poco prima dell’incrocio tra via Ripamonti e via Quaranta, provocando così lo sbandamento del motorino. Secondo quanto ricostruito nel filmato ci sarebbe stato un “impatto sul lato posteriore destro” dello scooter. “Un impatto di questo tipo è capace di destabilizzare il veicolo facendo perdere il controllo da parte del conducente”. Da qui la richiesta di citare il ministero della Difesa e l’intenzione di costituirsi parte civile per le “gravi lesioni” a Fares Bouzidi, inseguito a velocità elevatissima dalla volante “Volpe 2-40” fino alle 4:03:38, orario in cui - a dire dei consulenti di parte - i due veicoli avrebbero avuto un contatto.
L’inchiesta
Nell’inchiesta, i sette carabinieri sono accusati, a vario titolo, di omicidio stradale con ”eccesso colposo nell’adempimento del dovere”, insieme a Bouzidi sempre per concorso in omicidio stradale. Imputati anche altrisei carabinieri accusati, a vario titolo, di favoreggiamento, depistaggio e falso nel verbale d’arresto dell’amico di Ramy, accusa quest’ultima di cui risponde anche Lenoci. Si torna in aula il 6 novembre (altra udienza fissata per il 21 dicembre) per l’astensione nazionale degli avvocati in programma fino al 29 settembre.
