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Cronaca giudiziaria

Park Towers, al costruttore sequestrati 12,5 milioni

L’azienda di Bezziccheri avrebbe incassato indebitamente bonus fiscali per la realizzazione dei grattacieli in via Crescenzago. L’accusa di truffa aggravata allo Stato

Controverse Le due torri costruite in via Crescenzago

Nuove nuvole giudiziarie si addensano sulle Park Towers. Sul progetto di via Crescenzago, già al centro di un processo per abusi edilizi, la Procura ha scovato un’ulteriore presunta magagna: la truffa allo Stato per ottenere indebitamente bonus fiscali. Così è scattato un provvedimento di sequestro preventivo ai fini di confisca di poco più di 12,5 milioni di euro nei confronti di Bluestone Crescenzago, la società che ha costruito i grattacieli che affacciano sul parco Lambro.

Ieri i finanzieri del Nucleo di polizia economico finanziaria hanno bussato alle porte dell’azienda guidata da Andrea Bezziccheri e di due rappresentanti legali. In questo filone i reati ipotizzati sono di truffa aggravata allo Stato e indebita compensazione di crediti di imposta inesistenti. Indagata anche la stessa società in base alla legge sulla responsabilità amministrativa degli enti. Il sequestro è stato chiesto dai pm Paolo Filippini, Luisa Baima Bollone e Mauro Clerici, con l’aggiunto Paolo Ielo. Il gip Angelica Cardi ha accolto l’istanza e emesso il decreto. Proprio il presunto abuso edilizio, cioè la qualificazione di ristrutturazione edilizia del progetto invece che di nuova costruzione, avrebbe consentito alla società di ottenere i crediti di imposta per il «Sismabonus». La Gdf ha inoltre eseguito un decreto di sequestro preventivo d’urgenza dei pm per circa 4 milioni e 300mila euro di crediti di imposta inesistenti, secondo l’accusa, che Bluestone ha ceduto a una sua controllante e a una società con sede in provincia di La Spezia (risultata inconsapevole). «Bluestone Crescenzago - sottolinea l’avvocato Andrea Soliani, che assiste Andrea Bezziccheri - ha agito nella totale convinzione di muoversi lecitamente. La società ha ottenuto pareri da parte di consulenti e indicazioni da fonti istituzionali, che l’hanno rassicurata sul fatto che i benefici fiscali potessero essere ottenuti».

Secondo la ricostruzione dei pm, Bluestone ha avuto accesso ai bonus fiscali tra fine 2024 e inizio 2025 e incassato i crediti di imposta all’85 per cento come efficientamento edilizio antisismico sulla «ristrutturazione». Il tutto dopo la richiesta di rinvio a giudizio nell’inchiesta principale e dopo che il Comune aveva modificato il permesso di costruire, riqualificando i grattacieli come nuove costruzioni. Tra gli indagati, a proposito dei quali la Procura esclude la «buona fede», oltre all’azienda e a Bezziccheri, figura Gianluca Zammarchi, il responsabile dello sviluppo immobiliare. Nelle 17 pagine di provvedimento il giudice scrive che c’è «il chiaro pericolo» che i crediti di imposta indebitamente percepiti, «qualora permangano nella disponibilità degli indagati, possano essere negoziati o ulteriormente compensati con conseguente immissione nel mercato di crediti inesistenti» oppure dispersi o occultati. Da qui la necessità del sequestro. Il meccanismo grazie al quale Bluestone ha potuto ottenere i bonus ha riguardato - indirettamente - anche gli acquirenti di tutti i 113 appartamenti realizzati, che hanno ceduto alla società i crediti fiscali (in cambio di uno sconto).

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