Serviranno le risposte della perizia balistica, che inizierà nei prossimi giorni, per ricostruire la dinamica dei 13 colpi sparati da Roberto Mollo, il 35enne che nella notte di sabato ha ucciso uno dei ladri che stavano cercando di entrare nella sua cascina in ristrutturazione a Baldissero d’Alba. È indagato per omicidio volontario, e la sua posizione potrebbe complicarsi, visto che l’ipotesi al vaglio degli investigatori è che l’autotrasportatore, sorpreso nella notte dai rumori di alcuni ladri entrati nel cortile della sua proprietà, abbia sparato i colpi con la sua pistola regolarmente detenuta, mentre i malviventi forse si stavano dando alla fuga. E che li abbia direzionati non genericamente verso il buio ma verso i punti illuminati dalle torce dei ladri.
Per questo Mollo è indagato anche per tentato omicidio degli altri che sono riusciti a fuggire. Mollo avrebbe sparato dal balcone, come da lui stesso dichiarato, mentre il corpo senza vita di uno dei ladri, Gjovalin Lazri, è stato trovato a circa 30 metri di distanza, ed è possibile che si sia trascinato di qualche passo dopo essere stato colpito. Gli inquirenti non escludono che l’uomo sia stato raggiunto dai colpi non alle spalle, ma mentre si stava voltando durante la fuga, perché sul corpo, da un primo esame, sono stati trovati due buchi tra il collo e una spalla. Solo gli esiti delle analisi medico legali, che saranno con ogni probabilità disposte oggi dalla Procura di Asti, potranno dare elementi precisi.
Mollo ha spiegato che da qualche giorno dormiva nella casa in ristrutturazione anche per timore che qualcuno potesse rubare tutto il materiale accatastato per la ristrutturazione, del valore di qualche migliaio di euro, perché si era accorto che era stata tagliata una rete di recinzione. Quella notte avrebbe poi sentito «qualcuno che tentava di forzare la porta». È a quel punto che si sarebbe affacciato al balcone e avrebbe cominciato a urlare, prima aperto il fuoco. Le grida potrebbero aver messo in fuga i malviventi. Se dalle perizie emergesse che effettivamente la vittima era di spalle, rischierebbero di cadere i presupposti della legittima difesa. «Ho i ladri in casa. Mi sono difeso e adesso ce n’è uno per terra. Ho avuto paura» aveva detto lui stesso al telefono con il 112.
L’avvocato dell’autotrasportatore, Piermario Morra, fa notare che quello tentato dai malviventi non sarebbe stato «solo» un furto di materiali edili. Ci sarebbe stato anche quello di entrare nell’abitazione di famiglia poco distante: «Lo dimostrano le torce e i guanti ritrovati sulla scena dai carabinieri». Nessun commento dalla legale della famiglia dell’uomo ucciso, Roberta Sisimbro: «Attendo l’evoluzione delle indagini».
