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Cronaca giudiziaria

“Processate Sempio, è l’assassino”

Sarà il gup a decidere. Il pm: “Chiara uccisa per il rifiuto”. La difesa: “Affronterà il processo, è innocente”

La combo mostra Andrea Sempio e Chiara Poggi. ANSA

Andrea Sempio è ufficialmente imputato per l’omicidio volontario pluriaggravato di Chiara Poggi. La Procura di Pavia, ieri, ha chiesto il rinvio a giudizio per il 39enne, che ora rischia di finire alla sbarra per il delitto di Garlasco, per cui è già condannato in via definitiva Alberto Stasi, il quale invece si avvia alla revisione.

«Sono pronto e convinto che sarà dimostrata la mia innocenza», ha commentato l’imputato non appena è trapelata la decisione dei magistrati pavesi, comunicata dal procuratore capo Fabio Napoleone. Una nota in cui i pm confermano per Sempio il capo d’accusa già riportato nella chiusura delle indagini, ovvero l’omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dai motivi abietti. E delineano le contestazioni, ricostruendo le fasi del delitto di Chiara, uccisa la mattina del 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli.

Sempio, «dopo una iniziale colluttazione, colpiva reiteratamente la vittima con un corpo contundente dapprima in regione frontale sinistra e in regione zigomatica destra, facendola cadere a terra», si legge nell’imputazione, «a seguito di ciò, la trascinava al fine di condurla verso la porta di accesso alla cantina e, dopo che la parte offesa provava a reagire mettendosi carponi, la colpiva nuovamente con almeno 3-4 colpi in regione parieto-temporale sinistra, in regione parietale posteriore, lungo la linea mediana e in regione parietale sinistra paramediana, facendole perdere i sensi». E ancora, Sempio, a quel punto, «spingeva il corpo della vittima facendolo scivolare lungo le scale che conducono in cantina ove, nonostante la stessa fosse già incosciente, la colpiva con almeno 4-5 colpi in regione parieto-occipitale sinistra, cagionando alla stessa gravi lesioni cranio encefaliche dalle quali derivava il decesso».

Un film dell’orrore che, per la Procura, Sempio avrebbe commesso «con l’aggravante di aver agito con crudeltà verso la vittima in considerazione dell’efferatezza dell’azione omicidiaria per il numero e l’entità delle ferite inferte alla vittima, di cui almeno 12 lesioni sul cranio e sul volto», scrive il procuratore, e «con l’aggravante di aver commesso il fatto per motivi abietti, riconducibili all’odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale».

Una ricostruzione contro la quale la difesa dell’imputato annuncia le barricate, fin dalla prima udienza. «L’imputazione è conforme a quelle che erano le nostre previsioni. Attenderemo la decisione del gup», ha detto l’avvocato Angela Taccia. «Siamo assolutamente pronti a fronteggiare questa imputazione a partire dalle questioni processuali per passare alle richieste di prova e infine al merito», ha aggiunto il collega Liborio Cataliotti, che nei giorni scorsi aveva fatto sapere di voler sollevare l’eccezione di incostituzionalità davanti al giudice, sperando in una pronuncia della Corte Costituzionale sulla possibilità di processare Sempio per lo stesso reato per cui è condannato Stasi. L’udienza preliminare potrebbe slittare al prossimo anno, perché «essendo mastodontico il fascicolo, penso che il gup necessiterà di tempo per studiarlo».

Nei prossimi giorni, invece, la difesa di Stasi depositerà l’istanza di revisione. Gli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis sottolineano come la richiesta di rinvio a giudizio «segna un passaggio decisivo di un’indagine seria e penetrante» della Procura, che riscrive «totalmente la storia dell’omicidio di Garlasco». Auspicano che, incardinato il processo per Sempio «le energie siano orientate alla difesa della posizione di quest’ultimo e non si cerchino percorsi alternativi, attaccando ancora una volta Alberto Stasi». Infine, «alla luce dei gravissimi fatti emersi (e di quelli non ancora emersi ma di cui la difesa Stasi è in possesso), si ritiene che l’unico atteggiamento possibile, verso la persona di Stasi, sia quello di una rispettosa attesa del giudizio di revisione».

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