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Cronaca giudiziaria

Processo Donnarumma, caos in aula tra insulti, sputi e minacce: due imputati espulsi

Il calciatore e la compagna hanno subito una violenta rapina nel 2023. In aula la tensione è esplosa dopo l’allontanamento del fratello di uno degli imputati. La seduta è stata sospesa

Insulti, minacce, familiari allontanati e due imputati espulsi. È finita nel caos l’udienza del processo a Parigi per la violenta rapina subita nel luglio 2023 da Gianluigi Donnarumma e dalla compagna Alessia Elefante all’epoca incinta. Alla sbarra ci sono tre uomini, accusati a vario titolo di aver partecipato al colpo o di averlo organizzato. La tensione è esplosa quando gli agenti hanno chiesto a uno dei fratelli di Ilyas Kherbouch, 21 anni, di smettere di comunicare con l’imputato e poi di lasciare l’aula. Kherbouch, accusato di essere uno dei presunti mandanti della rapina, si è scagliato verbalmente contro gli agenti. “Brutto figlio di p*****a”, ha urlato a uno degli agenti. Poi la minaccia: “Vieni qui, ti s*****o tua madre”.

L’imputato perde il controllo

Undici agenti sono entrati in aula per allontanare il fratello dell’imputato, ma Kherbouch ha continuato a insultarli con sputi e minaccei: “Siete una banda di pu****e”. Poi ha ordinato al fratello di uscire e si è rivolto ancora agli agenti con parole molto forti. Un agente lo ha afferrato per un braccio per accompagnarlo fuori dall’aula. Nel frattempo, la difesa aveva chiesto che il processo proseguisse a porte chiuse, ma il tribunale ha respinto la richiesta. La presidente ha cercato di riportare alla calma il 21enne, che ha risposto: “Non mi interessa. Non voglio partecipare al processo, non me ne potrebbe importare di meno”. Poco dopo, anche l’altro imputato, Khyan Mamouni, 22 anni, è stato espulso dall’aula. Al termine della giornata l’udienza è stata definita “catastrofica” e i lavori sono stati sospesi.

La rapina nella casa di Donnarumma

Il processo ricostruisce la rapina del 21 luglio 2023 nell’appartamento di Donnarumma e della moglie, che all’epoca vivevano al nono piano di un palazzo in Avenue Montaigne, una delle strade più esclusive di Parigi. I due stavano dormendo quando quattro rapinatori hanno raggiunto il tetto con una scala, si sono calati sul balcone e sono entrati in casa passando da una finestra. Secondo quanto raccontato da Donnarumma agli investigatori, il portiere è stato svegliato da uno dei malviventi che gli ha intimato di fare silenzio. Subito dopo è stato colpito al volto con un tirapugni e minacciato con un coltello. I rapinatori gli hanno quindi intimato di indicare dove si trovassero gli oggetti di valore. Anche Elefante è stata svegliata e aggredita. “I soldi, gli orologi”, le hanno urlato i ladri. La donna ha consegnato un Cartier, altri gioielli e 2.000 euro in contanti. Poi le è stato chiesto il codice della cassaforte. Quando ha spiegato di non conoscerlo, i rapinatori l’hanno tirata per i capelli e uno di loro l’ha colpita alle gambe, nonostante avesse detto di essere incinta. Alla fine è stato Donnarumma a fornire il codice, ma nella cassaforte non c’era nulla.

Quasi un milione di euro di refurtiva

Il commando fuggì con contanti, orologi, gioielli, borse di lusso e le chiavi di una Mercedes e di una Lamborghini. Il valore complessivo della refurtiva è stato stimato in quasi un milione di euro. Kherbouch e Mamouni sono accusati di aver coordinato il colpo mentre si trovavano in carcere, anche telefonicamente. Entrambi negano le accuse. Kherbouch, che avrebbe alle spalle almeno 11 precedenti condanne, era evaso dal carcere nel marzo scorso e aveva trascorso 13 giorni in fuga. Il terzo imputato, Moktar Diop, 24 anni, è invece accusato di aver partecipato materialmente alla rapina. Ha ammesso il proprio coinvolgimento, ma nega di aver fatto ricorso alla violenza. Due degli altri partecipanti, minorenni all’epoca dei fatti, sono già stati condannati a tre e quattro anni di carcere da un tribunale minorile. Un quarto sospettato è morto suicida nel 2024. In precedenza aveva ammesso il proprio coinvolgimento, sostenendo però di essere stato spinto dagli altri complici. Gli avvocati di Donnarumma e Elefante hanno fatto sapere che i due sono “ancora profondamente scioccati”. Il processo dovrebbe concludersi domani.

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