Ci sono due indagati nell’inchiesta aperta ieri dalla Procura sugli episodi di tensione, con aggressioni e ronde dei residenti, che si sono verificati la scorsa settimana a Rozzano. Le accuse sono, come già ipotizzato dai carabinieri in una prima informativa, percosse con l’aggravante dell’odio razziale.
Il fascicolo è stato iscritto dal procuratore Marcello Viola, che coordina l’indagine insieme a un pm dell’antiterrorismo. Gli accertamenti, oltre ai pestaggi di due persone originarie del Nord Africa e l’eventuale fenomeno delle «ronde per la sicurezza» e della «giustizia privata», intendono far luce sul giro dello spaccio di droga nella cittadina e su presunti contrasti per gestire la piazza del traffico delle sostanze stupefacenti.
Tutto è cominciato mercoledì scorso con l’aggressione di un marocchino da parte di alcuni passanti, perché indicato come colui che poco prima aveva strattonato una donna di 40 anni, poi soccorsa. Da lì sono sorte manifestazioni spontanee, l’aggressione a un secondo marocchino e altri episodi violenti.
Ora, con le iscrizioni, l’inchiesta è a una svolta. L’ipotesi dei pm è appunto che lo scenario dei reati sia più ampio rispetto ai singoli pestaggi. I due indagati sarebbero italiani, di 20 e 40 anni. I cittadini di Rozzano nel frattempo hanno rivendicato la possibilità di manifestare contro la mancata sicurezza e di mettere in atto presidi «fai da te» delle zone popolari più colpite dalla delinquenza, dallo spaccio e dal degrado. Proprio alcuni pusher nordafricani sono finiti nel mirino dei residenti, che hanno chiesto più interventi e più arresti. «Non siamo razzisti - hanno spiegato gli abitanti scesi per strada nei giorni scorsi -, vogliamo solo vivere tranquilli». Sabato inoltre la Prefettura ha attivato un servizio straordinario di controllo del territorio da parte dei carabinieri proprio nel Comune di Rozzano, «con una presenza - ha spiegato - rafforzata nelle aree maggiormente interessate da situazioni di degrado e da fenomeni suscettibili di incidere su sicurezza e vivibilità».
