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Cronaca giudiziaria

Silvestro archiviato, le bugie dell'accusatrice sul falso stupro

I numerosi precedenti della donna che lo ha accusato. E il senatore Fi ipotizza una “vendetta” politica

Violenza, indagato Silvestro. E si scusa sulle frasi

Spunta l’ombra del complotto politico dietro la denuncia per stupro contro il senatore di Forza Italia Franco Silvestro (foto). Il politico potrebbe essere stato vittima di una trappola architettata nei minimi dettagli. Fuoco amico (rivalità interne a Fi) o la sinistra? Partiamo dalla fine. A settembre la Procura di Roma ha depositato la richiesta di archiviazione nei confronti del senatore per «improcedibilità». Storia processualmente chiusa. Inizia però il secondo capitolo. Il primo colpo di scena. La denuncia per stupro è stata presentata oltre i termini previsti dalla legge: 12 mesi. Il presunto stupro, secondo la denuncia della donna, Veronica C., originaria di Correggio ma traslocata a Terlizzi, in Puglia, si sarebbe verificato il 25 febbraio 2025. Ma la denuncia alla Procura di Roma è arrivata solo il 4 giugno ’26. E soprattutto in un momento politico delicato per il senatore di Fi: Silvestro aveva appena avuto un incontro riservato con Gianni Letta e sui social era apparsa una foto in compagnia di Marina Berlusconi e della deputata Cristina Rossello. Si stava giocando importanti chance per il suo futuro politico.

Ricapitolando: la denuncia per stupro viene depositata 16 mesi dopo, quando ormai è certa l’archiviazione per «insussistenza dei termini di procedibilità». La denuncia finisce nelle mani di Repubblica, di certo non vicino alle posizioni politiche di Forza Italia. Che inizia il 6 giugno la campagna stampa contro il senatore.

Cosa non torna in questa storia? Il Giornale è in grado di rivelare documenti esclusivi in mano al pubblico ministero Antonio Sgarella che alimentano la tesi di un grande complotto. Le chat, tra la donna e il senatore, allegate alla denuncia di stupro, risultano manomesse, con la cancellazione di alcuni messaggi che rivelerebbero come il rapporto tra la presunta vittima e il presunto stupratore fossero cordiali. Altra anomalia: la donna avrebbe chiesto un appuntamento con il senatore Silvestro (era la prima volta che si vedevano) per proporgli la vendita di bottiglie di vino. In realtà, dagli accertamenti effettuati dalla Procura, risulterebbe che la donna non svolgesse più l’attività di agente di commercio dal 2023, avendo disattivato la partita Iva. Quindi sarebbe stato impossibile proporre la vendita di casse di vino. Quale fu il vero scopo dell’incontro? E se la vendita del vino fosse solo un’esca per agganciare Silvestro? Ciò che però impressiona è la storia passata della donna che il Giornale ha potuto visionare grazie alle carte in possesso della Procura di Roma. Già nel 2007 la donna aveva presentato senza esito una denuncia per stupro e nel 2010 per molestie e percosse. Inoltre la donna risulta attenzionata dall’Autorità giudiziaria, con 23 segnalazioni. Agli atti risulta pure una condanna e segnalazioni per vari reati legati alla sicurezza cibernetica. Silvestro non esclude la regia politica: «Mi hanno distrutto l’immagine con una storia falsa». Fuoco amico o dalla sinistra?