Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 17:00
Cronaca giudiziaria

Si toglie la vita Denise Cosco, la figlia di Lea Garofalo. Aveva 35 anni

La giovane donna aveva la stessa età della madre quando venne assassinata dal compagno e da altri complici, appartenenti alla ‘ndrangheta, per avere collaborato con la giustizia

lea Garofalo
lea Garofalo

Trentacinque anni. La stessa età della madre quando venne assassinata dalla ‘ndrangheta. Denise Cosco, figlia della testimone di giustizia Lea Garofalo, si è tolta la vita. Per lei, per la sua libertà, la ex compagna di Carlo Cosco decise di collaborare con la giustizia. Ma la vita della giovane donna è stata a lungo segnata da perdita e sofferenza.

Chi è Lea Garofalo

Lea Garofalo diventa mamma a soli 18 anni. Dalla Calabria, insieme al compagno Carlo Cosco, si trasferisce a Milano. Ma nel frattempo lui diventa un piccolo boss nel mercato dello spaccio di droga a Quarto Oggiaro, nella periferia di Milano. Nel 2002, dopo avere tentato invano di fargli cambiare vita, inizia a collaborare con la giustizia. Racconta agli inquirenti che il compagno è diventato un piccolo boss. Poi entra nel programma di protezione. Poi lo abbandona per tornare a vivere allo scoperto, e stare con la figlia.

L’omicidio

È il 2009 quando Cosco “invita” entrambe a Milano. È il 24 novembre. Le separa con una scusa, e le due promettono di rivedersi alla stazione centrale alle 23 di quella stessa sera, per prendere il treno di ritorno, ma la madre all’appuntamento non arriverà mai. Mentre Denise è a cena da un parente, fa salire Lea su un furgone, la tortura e poi la uccide. I suoi resti vengono abbandonati in un campo in Brianza, e ritrovati solo diversi anni dopo. Al processo per l’omicidio anche l’ex fidanzato di Denise, che dopo il delitto si era avvicinato a lei.

Le parole di Denise al funerale della mamma

Ricorda Avvenire, che ha dato per primo la notizia del suicidio di Denise, le sue parole al funerale della mamma, il 13 ottobre 2013 in piazza Beccaria a Milano. Denise segue la esequie, celebrate da don Luigi Ciotti, nascosta dietro a una finestra. Ma l’altoparlante porta la sua voce. “Lea, la mia cara mamma, ha avuto il coraggio di ribellarsi alla cultura della mafia, la forza di non piegarsi alla rassegnazione e all’indifferenza. Ma la vostra presenza è un segno di vicinanza non solo a lei, ma a tutte le donne e gli uomini che hanno rischiato e continuano a rischiare. Per me è un giorno molto difficile, ma la forza me l’hai data tu, se è successo tutto questo è stato solo per il mio bene, e non smetterò mai di ringraziarti”.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.