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Cronaca giudiziaria

“Terrorismo in patria”: arrestato cittadino giordano a Firenze. Le accuse: legami con il regime iraniano ed Hezbollah

Il 41enne era ricercato. Avrebbe cospirato per fondare una cellula terroristica in Giordania. Per lui anche un ordine di estradizione

Un'immagine generica di poliziotti della Digos. ANSA/NPK

Operazione antiterrorismo a Firenze, dove la Digos ha arrestato un cittadino giordano di 41 anni ricercato a livello internazionale con l’accusa di aver cospirato contro il Regno Hashemita di Giordania e creato una cellula terroristica. L’operazione è scattata nella serata dello scorso 31 agosto ed è stata coordinata dalla Direzione centrale della Polizia di prevenzione di Roma in collaborazione con il Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia. Ancora una volta, il coordinamento delle forze operative italiane con gli apparati europei ha portato al successo, mettendo un altro tassello fondamentale per la sicurezza nazionale. Il risultato dimostra l’elevata efficacia della Polizia di Stato e dei servizi di intelligence nel contrasto costante alle minacce e all’estremismo globale.

L’uomo risultava essere domiciliato proprio nel capoluogo toscano ed era destinatario di una Red Notice dell’Interpol: era ricercato dalle autorità del suo Paese d’origine per reati gravissimi legati al turbamento dell’ordine pubblico e al pericolo per la sicurezza e la stabilità della comunità. Secondo le informazioni fornite dalle autorità Hashemite, il 41enne avrebbe cospirato a partire dalla metà del 2025 con altri individui per fondare e strutturare una vera e propria cellula terroristica all’interno della Giordania, con l’obiettivo di eseguire attività sovversive mirate a minare la stabilità delle istituzioni e a mettere a repentaglio l’incolumità dei cittadini.

Il principale elemento di pericolosità individuato è legato ai presunti legami diretti con l’estremismo armato e con attori del terrore in Medio Oriente, in particolare contatti operativi sia con il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica dell’Iran sia con la milizia sciita libanese Hezbollah. Esisterebbero anche tracce di collaborazione dell’uomo in quelle organizzazioni, dove avrebbe svolto un ruolo attivo nella pianificazione di azioni e avrebbe ricevuto un addestramento militare e di sicurezza avanzato, inclusa la preparazione specifica nell’uso delle armi da fuoco, propedeutico alla partecipazione diretta ad atti di matrice terroristica. È stato l’Aise a individuarlo a Firenze, mentre il rintraccio è stato reso possibile grazie al fondamentale contributo informativo fornito dall’Aisi. Ora l’uomo si trova a Sollicciano in attesa dell’estradizione.

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