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Cronaca giudiziaria

Tiziana Siciliano non correrà alle amministrative di Milano. “Troppi attacchi contro di me”

La ex procuratrice aggiunta delle inchieste sull’Urbanistica ha ritirato la sua disponibilità a candidarsi nella lista “Milano Libera”

Toghe in pressing: non liberate Catella. Negli atti dei pm teorie anticapitale

La ex procuratrice aggiunta Tiziana Siciliano, al lavoro fino all’estate scorsa sulle inchieste sull’Urbanistica che hanno terremotato Milano dopo le accuse di un sistema di “speculazione tentacolare e selvaggia” (finite ammaccate da diverse bocciature di Riesame e Cassazione) non correrà alle prossime amministrative di Milano. Il suo nome non compare più nella lista civica “Milano Libera”, guidata da Massimiliano Lisa, e da quanto riferisce Open, si tratta di una scelta della stessa ex pm. “Non ho alcuna passione per il potere, tantomeno politico – le parole di Siciliano in una lettera riportata dal sito di informazione di Enrico Mentana– il mio proposito era di porre la mia esperienza e le mie competenze al servizio del governo della mia città condividendo il corposo programma elettorale presentato da Lisa i cui contenuti e finalità avevo apprezzato e apprezzo ancora”.

Siciliano ha lavorato ad alcune delle inchieste più importanti della procura di Milano degli ultimi anni: da quella sugli “orrori” della clinica Santa Rita, al disastro ferroviario di Pioltello, a quella sull’aiuto al suicidio di Marco Cappato nei confronti di “Dj-Fabo” Fabiano Antoniani, che ha portato a una storica decisione della Consulta sul tema. La sua scelta però di candidarsi dopo il terremoto politico scatenato dalle sue ultime inchieste era stata contestata da più parti, soprattutto vista la delicatezza del tema urbanistico che aveva scosso alle fondamenta Palazzo Marino, con l’arresto e le dimissioni dell’ex assessore Giancarlo Tancredi per l’accusa di corruzione. Tra gli altri indagati (è ancora pendente), c’è anche il numero uno del mattone a capo di Coima Manfredi Catella, nonché il sindaco Giuseppe Sala per l’accusa di falso per una nomina, mentre per l’induzione indebita contestata al primo cittadino già il gip Mattia Fiorentini non aveva condiviso la posizione della procura. Peraltro per oggi è prevista la decisione della gup Beatrice Parati sui rinvii a giudizio per la vicenda dell’Hidden garden di piazza Aspromonte, di Bluestone, ma l’udienza potrebbe subire un rinvio per via dello sciopero dei penalisti.

“C’è chi ha voluto vedere nella mia candidatura la finalizzazione di una volontà di carriera politica già esistente quando ancora ero in magistratura”, le parole di Siciliano. Ancora: “Il mio legittimo desiderio di continuare il mio impegno nella vita pubblica deve arretrare rispetto alla più rilevante esigenza di non coinvolgere in malsane polemiche l’istituzione di cui sono onorata di avere fatto parte per 40 anni e a cui sento ancora, moralmente, di appartenere”, spiega, sottolineando che si tratta di una decisione “sofferta” ma necessaria per «preservare da ogni strumentalizzazione l’attività di chi continua in modo imparziale a operare al servizio della cosa pubblica e in particolare i colleghi della Procura che hanno lavorato con serietà e impegno".

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