Le amiche di Nataly, sempre presenti alle udienze, alla lettura del dispositivo hanno pianto e applaudito. La Corte d’assise, presieduta da Antonella Beroja, ieri ha condannato all’ergastolo Pablo Gonzalez Rivas, a processo per l’omicidio volontario della compagna.
L’uomo, 50 anni, di origini salvadoregne, è accusato di avere ucciso Johanna Nataly Quintanilla Valle, baby sitter 48enne, nel loro monolocale della Bicocca e di aver gettato nell’Adda il corpo chiuso in una valigia. Ieri l’imputato, in carcere dal giorno dell’arresto, non era in aula. La pena massima era stata chiesta dai pm Alessia Menegazzo e Letizia Mannella. L’omicidio è della notte tra il 24 e il 25 gennaio 2025. In aula anche l’avvocato Maria Fufaro, che con l’avvocato Nicodemo Gentile assiste le parti civili. Per la cugina e la zia di Nataly, che l’ha cresciuta dall’età di 3 anni, quando è rimasta orfana di madre anche lei uccisa dal compagno, i giudici hanno disposto una provvisionale di 50mila euro ciascuna.
«È la banalità del movente - aveva detto il pm Menegazzo nella requisitoria - a rendere ancora più grave l’omicidio di Nataly che nella prospettiva dell’imputato era divenuta un ostacolo concreto da rimuovere, un intralcio rispetto al nuovo progetto di vita con l’amante in arrivo dal Sud America». Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 60 giorni. «È una grande emozione. Anche se questa sentenza non ce la riporta indietro, è stata fatta giustizia. Nataly non se lo meritava», ha dichiarato Maira, una delle amiche della vittima. Il gruppo di donne ha portato fuori dall’aula una serie di manifesti in memoria della 40enne e contro i femminicidi. Daniely, anche lei commossa, ha detto: «Siamo felicissime. Adesso può riposare in pace e che lui paghi perché nessuno, men che meno Nataly che era così buona, si merita di morire così». Le altre hanno aggiunto: «La sentenza è giusta, per Nataly e per tutte le donne vittime di violenza. Noi siamo qui e siamo unite per lottare contro i femminicidi». Gonzalez Rivas denunciò la scomparsa della compagna una settimana dopo l’omicidio. Inizialmente raccontò che aveva fatto le valigie e se n’era andata. Poi, una volta trovato il corpo oltre un mese dopo, ha sostenuto che la morte della donna era stato un tragico incidente durante un gioco erotico.
