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Cronaca internazionale

“Allah Akbar”, la coltellata, poi il salvataggio: cosa è successo sul volo FZ1073

Dal codice di dirottamento fino all’atterraggio d’emergenza in Arabia Saudita: la drammatica sequenza del volo Flydubai diretto a Tel Aviv e i punti ancora da chiarire

Associated Press / LaPresse Only italy and spain

Dubai, ore 7.05 locali di questa mattina. Il volo Flydubai FZ1073 è diretto a Tel Aviv. A bordo, ci sono 174 passeggeri: l’arrivo al Ben Gurion è previsto intorno alle 9.30. Il volo prosegue tranquillo fino all’ingresso nello spazio aereo giordano.

Il velivolo improvvisamente comincia a scendere bruscamente e cambia rotta. Poi dal transponder parte il primo segnale che fa scattare l’allarme: 7700, il codice internazionale utilizzato per indicare un’emergenza generale. Poco dopo compare un segnale molto più inquietante: 7500, quello utilizzato per segnalare un dirottamento o comunque un’“interferenza illecita” a bordo. Si tratta del cosiddetto “squawk”, utilizzato internazionalmente per segnalare una situazione generale di emergenza a bordo.

Si scoprirà dopo il perché: nella cabina di pilotaggio è scoppiato un’aggressione tra i due piloti. Una colluttazione è in corso. Quello che accade negli istanti successivi è ancora al vaglio degli inquirenti e, al momento, restituito solo dai video che invadono il web. Diversi membri dell’equipaggio e passeggeri riescono ad aprire con la forza la porta della cabina di pilotaggio e a immobilizzare il copilota. In un altro video drammatico e crudo, si vede il comandante coperto di sangue sul pavimento del velivolo, fuori dalla cabina di pilotaggio, mentre i passeggeri gli prestano soccorso. Un secondo membro dell’equipaggio è legato accanto a lui, apparentemente privo di sensi.

Un passeggero racconterà a Channel 12 che il copilota ha accoltellato ripetutamente il comandante con un coltellino. “Solo i passeggeri israeliani sono intervenuti. Ci sono persone con le magliette completamente ricoperte di sangue”. In un video girato pochi istanti dopo la colluttazione in cabina di pilotaggio, un passeggero con il volto insanguinato dice alla telecamera: “Siamo qui durante il dirottamento di un aereo. A questo punto abbiamo neutralizzato i terroristi, ci stiamo avvicinando all’atterraggio. Chiunque mi stia ascoltando, abbiamo bisogno di aiuto. Stiamo atterrando a Tabuk, a quanto pare in Arabia Saudita. Una zona sconosciuta, che non conosciamo. Sull’aereo, tutti stanno bene, tranne il pilota. Abbiamo bisogno di aiuto”. La sorella di una passeggera che si trovava questa mattina sul volo ha riferito all’emittente Kan il racconto della donna: “C’era un membro dell’equipaggio che urlava ‘Allah Akbar’ ed è corso verso il pilota”.

Nel frattempo, a terra, il codice 7500 viene preso alla lettera. Israele reagisce come se fosse in corso un dirottamento. Vengono fatti decollare diversi caccia dell’Aeronautica israeliana; il capo di Stato maggiore tiene una valutazione della situazione e vengono coinvolti nell’esame dell’incidente Shin Bet, Mossad, polizia e Consiglio di sicurezza nazionale. Anche Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz convocano consultazioni urgenti.

In aria, intanto, il Flydubai ha ormai cambiato direzione. Invece di proseguire verso Israele, punta verso l’Arabia Saudita, continuando a perdere quota. A portare in salvo l’aereo e i 174 passeggeri, secondo quanto riportato da Channel 12 (e ancora da confermare), una seconda squadra di piloti in abiti civili che si trova a bordo.

La destinazione diventa Tabuk, nel nord-ovest saudita dove i passeggeri atterrano sani e salvi. “Il volo diretto a Tel Aviv, in Israele, è atterrato all’aeroporto di Tabuk alle 9:45 (06:45 GMT) e il comandante e il copilota sono stati trovati feriti e trasportati in ospedale”, si legge in un comunicato della società che gestisce l’aeroporto, aggiungendo che i passeggeri hanno ricevuto le cure necessarie.

Con il passare delle ore, da quella che sembrava una scazzottata fra i due piloti (addirittura indicati in prima battuta come russo e ucraino) si passa all’ipotesi terrorismo che riporta agli incubi dell’11 settembre 2001.

Chi è il copilota che ha aggredito il suo comandante? Quale l’intento dell’aggressione? In queste ore un altro dettaglio potrebbe essere la chiave di volta della vicenda: gli Emirati Arabi Uniti sottoscrivono un accordo sull’aviazione con Tel Aviv, che prevede che solo i piloti in possesso di passaporto di Paesi che intrattengono relazioni diplomatiche con Io stato ebraico possano atterrare in Israele. L’Oman, nazione del copilota (in carica da circa un anno), e Israele non intrattengono relazioni diplomatiche.

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