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Cronaca internazionale

Avevano pianificato un attentato in Europa il 7 ottobre 2025: incriminati da Berlino sette esponenti di Hamas

Durante l’operazione sono state sequestrate 13 pistole, un fucile automatico e 700 munizioni

Hamas cambia volto: Mohammed Awda verso la guida delle Brigate al-Qassam

Nuova indagine sulle ramificazioni di Hamas nell’Unione europea: sette persone sono state arrestate a Berlino con l’accusa di avere organizzato un attentato nei minimi dettagli. La Procura federale, infatti, ha incriminato 7 soggetti operativi appartenenti a Hamas, di nazionalità tedesca, danese, bulgara e libanese, che dovranno rispondere davanti ai giudici di Berlino dell’accusa di appartenenza a un’organizzazione terroristica straniera, violazione della legge sulle armi da guerra e preparazione di un grave atto di violenza sovversivo.

I soggetti incriminati sono: il cittadino tedesco Abed Al G., il cittadino danese Yousif C., Borhan El-K. (nato in Libano), Wael F.M. (nato in Libano), il cittadino tedesco Ahmad I., Kamel M. (nato in Libano) e il cittadino bulgaro Mohammad S. Si tratta di soggetti di seconda generazione o immigrati con passaporto europeo che si stavano muovendo nelle pieghe della società per insanguinare l’Europa e che probabilmente sono stati fermati giusto in tempo. La rete eversiva faceva capo direttamente all’ala militare dell’organizzazione, le Brigate Qassam, che da tempo lavorava per costituire depositi d’armi clandestini sul suolo europeo. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la cellula pianificava un attacco da eseguire all’inizio di ottobre dello scorso anno, in concomitanza con il secondo anniversario del massacro del 7 ottobre 2023. Nel mirino dei commando figuravano rappresentanti dello Stato d’Israele, esponenti della comunità ebraica e cittadini con posizioni filo-israeliane, da colpire tra la Germania e l’Austria.

Al momento dei primi arresti a Berlino, le forze di sicurezza sono riuscite a neutralizzare la minaccia sequestrando un fucile d’assalto completamente automatico, 13 pistole e oltre 700 munizioni. Una parte delle armi era già stata trasferita a Vienna da un elemento di spiccato rilievo, il quale aveva persino inciso in anticipo il video di rivendicazione a nome di Hamas. La vicenda dimostra plasticamente come il fondamentalismo rappresenti una minaccia concreta e diretta alla sicurezza e ai valori della civiltà occidentale, imponendo il massimo livello di vigilanza anche e soprattutto nella concessione dei permessi di soggiorno e di asilo, verificando le operazioni di radicalizzazione sul territorio europeo.

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