Prima poi emergeranno le ragioni per le quali a sinistra hanno difficoltà a condannare gli attentati islamici, il motivo per il quale debbano cercare costantemente colpevoli alternativi. Quasi come a voler insabbiare il fatto che in Europa, volenti o nolenti, esiste un problema legato alla radicalizzazione islamica e al terrorismo, che coinvolge gli immigrati ma anche le seconde generazioni e, non di rado, anche gli autoctoni. Ci sono stati casi recenti anche in Italia in tal senso ma quello di Berlino non può che essere classificato come attentato: e se lo dicono persino le autorità tedesche, solitamente molto restie e sbilanciarsi in questa direzione, perché Ilaria Salis deve cercare di divagare mettendo in mezzo addirittura l’estrema destra in un contesto in cui non c’entra nulla?
Perché è andata esattamente così: questa mattina, intorno alle 10, l’europarlamentare di Avs si è impegnata a produrre un comunicato social senza senso, sostenendo che “le dinamiche dell’attacco e le responsabilità sono ancora da accertare. Però sappiamo che, in generale, il fanatismo religioso e l’estrema destra condividono lo stesso odio e la stessa intolleranza nei confronti della comunità LGBTQI+”.
Eppure, dell’attentatore si conosce il nome e la provenienza da questa notte: Abdul Ballout, 21 anni, libanese con cittadinanza tedesca. Finanche nella comunicazione ufficiale diramata dalla polizia di Berlino si parla di soggetto “attribuito alla scena islamica”. Ma non per altro: perchè nel 2025 è stato arrestato al rientro a Berlino e le autorità, al termine della custodia cautelare, l’hanno definito un soggetto radicalizzato. La stessa polizia lo ha definito un sostenitore dell’Isis: cos’altro serve per inquadrare quanto accaduto nella sfera dell’estremismo islamico? Con questo curriculum difficilmente il soggetto può essere logicamente associato agli ambienti di estrema destra, solo Salis è riuscita in quest’impresa.
L’altra parte del suo comunicato, se possibile, è ancora più paradossale, perché evidenzia il tentativo di responsabilizzare l’estremismo islamico provando a far condividere le colpe con gli ambienti dell’estrema destra e invocando per l’ennesima volta l’antifascismo: “Non possiamo permettere che questo odio oscurantista, di diversa matrice ma in fondo così simile, trovi spazio nelle nostre società. L’antifascismo per me è anche questo: difendere sempre il diritto di ciascunə a essere sé stessə, ad amare chi ama e a vivere in libertà, senza paura né sotto il peso dei pregiudizi”. Sarebbe inutile stare qui a elencare i commenti basiti degli utenti, che sono anche elettori, davanti a questo comunicato di Salis, perché il tenore delle repliche è ben intuibile.
