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Cronaca internazionale

Bubble, morta nella stiva e nessuna risposta

La padrona Jennifer, le domande alla compagnia aerea e la petizione per scoprire la verità

Bubble

Bubble è partita viva. È arrivata morta, chiusa nella sua gabbia, al termine di un volo Korean Air da Guangzhou a Incheon, lo scorso 3 settembre. In mezzo ci sono alcune ore sulle quali la sua proprietaria, Jennifer, chiede ancora delle risposte.

Bubble era abituata a viaggiare. Questa volta, essendo un cane di grossa taglia (un Golden Retriever), aveva dovuto affrontare la tratta nella stiva. Jennifer aveva pagato quasi 4.000 dollari per la business class e altri 300 per il trasporto del cane. A Los Angeles avrebbero dovuto ritrovarsi, come sempre. Bubble sarebbe scesa scodinzolando, sarebbe saltata addosso alla sua padrona cingendola con le zampe, qualche abbaio sommesso a incorniciare la felicità di stare di nuovo assieme.

Korean Air dice che i sistemi ambientali dell’aereo hanno funzionato normalmente e che gli altri animali a bordo sono arrivati sani. La compagnia ha espresso le proprie condoglianze e assicura di essere in contatto con la passeggera. Ma Jennifer non cerca, almeno dice, un colpevole. Cerca una ricostruzione. Racconta di aver trovato nella gabbia un pannello interno spostato e rovesciato sopra Bubble. Chiede di vedere documenti, filmati, rapporti sul trasporto. Finora, sostiene di non ha ricevuto quelle prove.

Intanto FlyTogether.org ha lanciato una petizione per chiedere maggiore trasparenza nel trasporto aereo degli animali, raccogliendo più di 2.200 firme.

Resta una domanda, semplice e terribile nella sua semplicità: che cosa è successo a Bubble durante quel viaggio?

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