È una sfida del governo di Madrid, alla Commissione europea, quella andata in scena ieri a Ceuta. Dopo l’alert di Bruxelles, e la richiesta di rimpatriare in Marocco anche i presunti minorenni, il ministero iberico della Gioventù ha annunciato l’inverso: il trasferimento urgente nella Spagna peninsulare di 500 ragazze arrivate nell’exclave tra il 30 e 31 luglio. Secondo le stime spagnole, almeno 72 mila migranti hanno attraversato la frontiera in quei giorni. Venti giorni dopo l’ondata, la Commissione denuncia che il numero «non è affatto chiaro», chiedendo di dare «priorità» ai rimpatri. Linea (nuova) della fermezza Ue espressa dal titolare degli Interni, Markus Brunner, e ribadita da un portavoce. Anche perché, denuncia l’Associazione delle guardie civili spagnole (Augc), i trafficanti hanno già «adattato» le rotte nordafricane da Ceuta e Melilla per partenze verso la costa continentale.
All’alert, avanzato dal sindacato col maggior numero di iscritti tra le divise dopo il fermo di lunedì di un barchino con 9 persone a bordo, inclusi 2 presunti scafisti, il governo Sánchez ha risposto con un piano di accoglienza dei minori non accompagnati presenti a Ceuta: «Non superiori a 3 mila». Tra i militari sul posto, 24 hanno contratto la scabbia, secondo il ministero della Difesa per cui è però «un’infezione comune in zone ad elevata umidità». La ministra Saiz rivendica piena collaborazione con Bruxelles, senza placare il presidente della città autonoma, Vivas, che accusa il governo centrale di «passività» e torna a chiedere rimpatri-lampo in Marocco. Il Partito popolare annuncia invece mozioni di sfiducia in Senato per 5 ministri, per aver promesso una normalità ripristinata in 24 ore, mentre nell’exclave ci sono ancora tendopoli, fame e violenze.
In Italia intanto è sbarcata ieri nel porto di Ravenna la nave Humanity I della Ong tedesca «Sos Humanity» con 73 migranti provenienti in parte dal Sudan. Tra loro, 17 sono minori; 14 non accompagnati. Proprio la Germania, poco dopo, ha annunciato che prorogherà di altri sei mesi, fino a metà marzo, i controlli alle frontiere esterne prolungando lo stop a Schengen. Ancora nessun trasferimento invece da Berlino dopo l’annuncio di rispedire in Italia i «dublinanti». Dossier da chiarire tra Piantedosi e l’omologo Dobrindt in un vertice allo studio.
Il Viminale ha infatti calcolato i migranti fatti sbarcare dal Mediterraneo in Italia da Ong tedesche: 22.513 dall’ottobre ’22. Dossier quindi in stand by e tema caldissimo, che ieri ha visto sferrare un attacco al governo Merz dalla leader di AfD, Alice Weidel, secondo cui «la Germania, invece di sostenerle fiscalmente, deve far finire l’attività delle Ong che fungono da scafisti».
Resta aperta anche la partita con la Svizzera, che ha sposato la versione tedesca dei respingimenti di chi, dal primo approdo, si è spostato nel resto d’Europa. «Dublinanti» su cui pure l’Austria si accoda, con 4 richiedenti asilo già trasferiti in Italia; dopo avergli fornito un biglietto di treno o bus, invocando il Patto Ue entrato in vigore il 12 giugno.
