Non si ferma il movimento studentesco francese. Nella giornata di martedì 29 settembre sono stati effettuati più di 400 fermi a causa dei blocchi e delle proteste che hanno interessato quasi 410 scuole in tutta la Francia, pari a oltre l’11% degli Istituti superiori pubblici e privati del Paese.
La situazione nel territorio francese
Il sindacato studentesco nazionale aveva indetto una mobilitazione più ampia in concomitanza con la giornata di sciopero del settore pubblico, dopo una settimana di manifestazioni e blocchi sporadici nella periferia di Parigi. Il ministero dell’Istruzione nazionale ha segnalato “45 blocchi totali” e “46 tentativi di blocco”. “Sono stati effettuati 440 fermi su tutto il territorio nazionale”, ha dichiarato il ministro dell’interno francese, Laurent Nunez ai microfoni di Bfmtv.
La “diffusione” corre sui social
“Non disponiamo ancora del bilancio definitivo ma mi è stato riferito che per due terzi dei casi si è proceduto al fermo di polizia”, ha aggiunto Nunez. Questa mobilitazione studentesca delle scuole superiori si è diffusa ampiamente attraverso immagini condivise sui social network, in particolare TikTok e Snapchat. In diverse zone sono stati osservati “incendi, furti con scasso, incendi di arredi urbani, tentativi di blocco stradale, assembramenti con oggetti (bastoni/manici di scopa), attacchi con mortai e petardi”, hanno spiegato i media francesi.
Gli scontri con la polizia
Questi incidenti hanno coinvolto individui, spesso con il volto coperto da passamontagna, che a volte si trovavano proprio di fronte alle scuole superiori. Le proteste studentesche sono culminate in violenti scontri con la polizia dopo un periodo di crescenti tensioni nei licei di tutto il Paese. Alcune immagini mostrano adolescenti francesi, spesso minorenni, dare fuoco ai cassonetti e scagliare oggetti contro la polizia - che ha risposto con gas lacrimogeni e manganelli - mentre centinaia di persone venivano fermate in tutto il Paese nel corso di
blocchi e proteste per chiedere migliori condizioni scolastiche.
Il movimento studentesco delle scuole superiori, nato nel dipartimento di Seine-Saint-Denis, ha un carattere “senza precedenti” ed è caratterizzato da una chiara propensione al disordine, in particolare attraverso atti di violenza urbana ma senza rivendicazioni sociali specifiche. Questi studenti rivoltosi sarebbero fomentati dall’estrema sinistra, comprese le strutture sindacali dell’Università di Parigi 8 e di Parigi Nanterre, nonché organizzazioni politiche come la JCR (Gioventù Comunista Rivoluzionaria), Révolution Permanente e LFI.
“Violenze inammissibili”
Dieci persone, tra studenti e personale scolastico, sono rimaste ferite. Il ministro dell’Istruzione, Edouard Geffray, ha condannato le violenze. “Sono state avviate azioni legali contro questi atti. Si tratta di violenze inammissibili”, ha scritto su X. “Legittimarle o... invocare l’estensione dei blocchi significa mettere in pericolo sia gli studenti che i pubblici ufficiali. È un comportamento irresponsabile”.
Una novità al passo con i tempi: come spiegano i media francesi, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nelle immagini per annunciare i blocchi stradali, al posto dei tradizionali volantini sindacali, conferisce a questi appelli all’azione una certa risonanza. Tuttavia, ciò rappresenta una “complicanza” per le forze dell’ordine, poiché molte delle azioni annunciate non sempre si sono concretizzate.
