La decisione di Madrid di usare una misura speculare con Roma per quanto riguarda la chiusura dei confini non ha eguali nella storia di Schengen. Non perché non è mai accaduto che il trattato venisse sospeso ma perché non è mai accaduto che un Paese lo abbia fatto come ripicca dopo il rifiuto di un ultimatum. D’altronde il governo di Pedro Sanchez sta cercando di costruire una narrazione secondo la quale è tutto a posto a Ceuta, nessuno ha passato il mare per arrivare in Spagna e l’exclave in Marocco è tornata tranquilla, al punto che il premier può addirittura concedersi una vacanza nella magione lussuosa di Lanzarote, Da Ceuta però raccontano una versione opposta e il fatto che l’Italia continui a mantenere i controlli di confine rovina la percezione che Madrid cerca di costruirsi e così prova a fare lo stesso con l’Italia. Un dispetto, niente più e niente meno, che però ha trovato l’opposizione delle parti interessate: non i turisti italiani in Spagna ma gli agenti che sono chiamati a fare gli straordinari per ottemperare all’obbligo già da questa mattina.
“Il sindacato maggioritario della Polizia Nazionale avverte che i posti di frontiera lavorano già al limite durante la campagna estiva e reclama pianificazione, mezzi e personale sufficiente”, si legge nel comunicato diramato poche ore fa da Jupol, che “denuncia che la decisione del Governo di ripristinare controlli straordinari sui viaggiatori provenienti dall’Italia rappresenta una nuova dimostrazione di improvvisazione politica che incrementerà la pressione su organici della Polizia Nazionale che lavorano già al limite durante la stagione estiva”. Il sindacato espone la polvere sotto il tappeto del governo socialista spagnolo quando rivela al mondo che “gli aeroporti e i porti spagnoli affrontano in questi mesi un incremento straordinario del traffico di passeggeri, mentre le unità incaricate del controllo di frontiera soffrono da anni di un’insufficienza di personale, sovraccarico di lavoro e mancanza di mezzi”.
Anche per questo motivo, scrive Jupol, è incomprensibile che “il Governo adotti ora una misura che prevedibilmente aumenterà il carico di lavoro e le attese ai controlli senza aver previamente rafforzato gli organici né pianificato le necessità operative. Il sindacato considera che la Polizia Nazionale non può trasformarsi ancora una volta nello strumento per eseguire decisioni politiche improvvisate”. Ma non solo, perché ovviamente Jupol “denuncia la contraddizione del fatto che il Governo mobiliti risorse di polizia per rafforzare i controlli negli aeroporti mentre è stato incapace di fornire un rinforzo sufficiente alle unità specializzate che hanno dovuto affrontare la recente crisi migratoria a Ceuta”. E c’è una domanda che in tanti si fanno in queste ore in Spagna: “Davvero il problema è sulla frontiera con il Marocco e la Spagna blocca l’Italia?”
