L’università di Cambridge nella bufera dopo la tragica morte di Jason Arday, il docente coinvolto in un caso di plagio. Il professore, al centro di una disputa accademica che ha avuto enorme risalto sui social, è stato trovato privo di vita nella sua abitazione di Battersea venerdì, pochi giorni dopo aver annunciato le proprie dimissioni dall’ateneo. Personaggio controverso, nominato a soli 37 anni docente di sociologia dell’educazione e più giovane professore dell’antica istituzione, era finito al centro di un caso di plagio che l’aveva poi trasformato in vittima di migliaia di commenti razzisti sui social. Un portavoce dell’ateneo ha dichiarato di aver sempre supportato il suo dipendente, soprattutto quando si trovava sotto la pressione e il giudizio di media e opinione pubblica. Poi la stessa università aveva deciso di avviare un’inchiesta interna per capire se la prassi per la nomina del giovane professore era stata seguita correttamente. Dopo la morte di Arday l’inchiesta è stata temporaneamente sospesa per rispetto alla famiglia, ma gli interrogativi rimangono. Il caso aveva diviso la comunità accademica fin dal primo giorno tra chi difendeva a spada tratta il professore e chi invece accusava in primis l’università di averlo assunto per farsi pubblicità, visto che l’ateneo è sempre stato considerato un’istituzione d’élite riservata soprattutto ai bianchi. Ora accademici e politici si chiedono se Cambridge abbia seriamente preso in considerazione il carattere estremamente vulnerabile di Arday quando gli è stato assegnato un ruolo così importante. Arday era stato diagnosticato come autistico all’età di tre anni ed ha raccontato di aver avuto un’infanzia e un’adolescenza complicate. Non è stato in grado di parlare fino a undici anni ed ha iniziato a leggere e a scrivere a diciotto. A dispetto di questi fattori, in pochi anni ha scalato la gerarchia universitaria, insegnando, prima di Cambridge, negli atenei di Leeds, Roehampton, Durham, Warwick e Glasgow. Ha anche dichiarato di essere stato pagato 1.4 milioni di sterline per la pubblicazione del suo memoir in uscita il prossimo mese. È stato lo stesso vice rettore di Cambridge Deborah Prentice però ad ammettere che il caso Arday ha fortemente danneggiato l’immagine dell’ateneo, riconoscendo che ci sono state conseguenze immediate della controversia sulla comunità dei docenti di colore e di altri minoranze etniche che hanno descritto come «tossica» l’atmosfera che si è creata a Cambridge. «Il desiderio di avere delle risposte rapide ed efficienti è comprensibile - ha dichiarato Prentice - ma abbiamo bisogno di completare l’inchiesta con calma in modo da imparare da ogni eventuale errore e migliorare il processo di nomina, laddove necessario».

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