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Corruzione, l'ex ministro del governo Sanchez condannato a 24 anni

L’ex ministro dei Trasporti ed ex numero 3 del Partito socialista José Luis Abalos è stato condannato nell’ambito del cosiddetto caso delle mascherine

Corruzione, l'ex ministro del governo Sanchez condannato a 24 anni
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La Corte Suprema spagnola ha condannato l’ex ministro dei Trasporti ed ex numero 3 del Partito socialista, José Luis Abalos a 24 anni e 3 mesi di reclusione e il suo ex consigliere Koldo García a 19 anni, otto mesi e un giorno di reclusione per i reati di associazione a delinquere, corruzione, malversazione e traffico di influenze, nell’ambito del cosiddetto caso delle mascherine. Il caso riguarda tangenti e appalti truccati per la fornitura di mascherine e materiale sanitario durante la pandemia di Covid-19, quando Abalos era ministro nel secondo governo di Pedro Sanchez.

Nella sentenza, di cui ha preso visione l'ANSA, la Corte Suprema condanna a 4 anni e mezzo l'imprenditore pentito Victor de Aldama, che tuttavia potrà evitare il carcere, a condizione di non reiterare i reati, svolgere lavori socialmente utili e presentare relazioni periodiche. Nel verdetto, emesso all'unanimità, la Sala Penale del Tribunale Supremo segnala che l'ex ministro, braccio destro del premier Pedro Sanchez durante la prima legislatura, dovrà compiere un massimo di 16,5 anni della condanna, mentre Koldo Garcia un massimo di 15 anni.

"La collaborazione con la giustizia serve", ha dichiarato de Aldama ai media all'uscita del Tribunale Supremo. Il faccendiere pentito era stato convocato questa mattina presso la Corte per il verdetto, mentre gli altri due imputati hanno ascoltato il verdetto per videoconferenza dal carcere madrileno di Soto del Real, dove sono detenuti in carcere preventivo dallo scorso 27 novembre. Secondo il Tribunale, che ha accolto le tesi della Procura anticorruzione, i tre hanno conformato "un'autentica organizzazione criminale" il cui obiettivo era ottenere utili "all'ombra dell'incarico che ricopriva Abalos".

Le difese dell'ex ministro e del suo ex consigliere avevano chiesto l'assoluzione per mancanza di prove, mentre quella di de Aldama - per il quale la pubblica accusa chiedeva una condanna a 7 anni di carcere per l'attenuante della confessione - aveva chiesto uno sconto della pena, sottolineando la rilevanza della sua collaborazione.

L'ex ministro socialista ed ex segretario di organizzazione del Psoe aveva fatto parte del gruppo di collaboratori che sostennero Sanchez nel suo ritorno alla guida del Partito socialista nel 2017 e aveva difeso al Congresso spagnolo la mozione di sfiducia contro l'allora premier del conservatore Partido Popular, Mariano Rajoy, per gli scandali di corruzione che coinvolgevano alti dirigenti e il partito, vinta da Pedro Sanchez. La sentenza considera provata, fra l'altro, l'aggiudicazione di forniture di mascherine per 13 milioni di euro agli enti Porti dello Stato e Adif (infrastrutture ferroviarie) a un'azienda collegata a Victor de Aldama. Il pagamento di una retribuzione mensile di 10.000 euro per "spese fisse" ad Abalos, la contrattazione di imprese pubbliche di due donne amanti dell'ex ministro; il pagamento di un appartamento a una di loro; un contratto di affitto con opzione di vendita di un appartamento nel madrileno Paseo de la Castellana di Aldama per conto di Abalos: l'affitto di due appartamenti nelle località turistiche di Marbella e la Linea de la Concepcion in Andalusia a favore di Abalos, in cambio di gestioni collegate al salvataggio della compagnia aerea Air Europa e alla concessione di una licenza per carburanti.

La sentenza riguarda solo il filone principale di un'inchiesta che, in altri fascicoli all'esame dell'Audiencia Nacional, coinvolte altri imputati per presunti appalti irregolari in cambio di tangenti, fra cui Santos Cerdan, l'ex segretario di organizzazione del Psoe, che sostituì Abalos nell'incarico.

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