Mentre Crans-Montana si prepara ad accogliere la stagione invernale e, il prossimo febbraio, i prestigiosi campionati mondiali di sci alpino, si torna a parlare del memoriale allestito per ricordare le vittime dell’ex discobar Constellation.
L’amministrazione comunale, infatti, ha deciso di riqualificare l’area circostante il luogo della tragedia, e di sistemare la facciata del palazzo in cui si trovava il locale che è stato il drammatico teatro della strage di Capodanno. Si parla di una nuova palizzata in legno, oltre a una tettoia.
I familiari delle vittime, che da tempo stanno lottando per mantenere viva la memoria dei propri cari e di quanto è accaduto, temono si tratti di un espediente per nascondere la vicenda e ricreare un’immagine in vista dell’afflusso turistico.
Cosa ne sarà delle vittime? Cosa ne sarà del dolore di chi è rimasto?
Esaminando il progetto presentato dal Comune di Crans-Montana, la facciata dell’edificio sarà rivestita da una palizzata in legno e proprio sulla staccionata saranno inseriti i nomi delle persone morte nel rogo. Quanto alle fotografie, queste saranno spostate e sistemata in un’altra area lontana dal centro cittadino, nei pressi della cappella di Saint-Christophe.
Una proposta che i familiari ritengono inaccettabile. “I nostri figli devono avere il loro posto dove hanno perso la vita o sono rimasti gravemente feriti”, è quanto dichiarato dai genitori e dai parenti della vittime, come riportato dal Corriere. “Sono vittime della strage al Constellation e lì devono esserci i loro volti, sui muri di quel luogo, senza nasconderli. Spetta prima di tutto a noi famiglie decidere come rendere omaggio ai nostri figli. Gli amici di Achille questa estate hanno appeso con uno sforzo emotivo enorme la sua foto su quella parete di compensato. Coprire quei volti è una mancanza di rispetto per i ragazzi e per nostro figlio che merita dignità e rispetto”, hanno ribadito i genitori di Achille Barosi.
Mancano solo due mesi al primo anniversario della strage di Crans-Montana e la sensazione è che la battaglia per ottenere quanto spetta alle vittime sia ancora in pieno corso. Tra le famiglie c’è chi si prepara a intraprendere un’azione legale.
Del resto, le tempistiche scelte dal Comune – guarda caso la palizzata verrà installata prima che inizino le festività invernali – danno molto da pensare. A far discutere è anche il denaro che sarà speso per i Campionati del mondo di sci alpino. Sono stati annunciati giochi di luce sul lago Grenon e allestimenti vari al centro congressi Le Régent. Costi considerevoli giudicati inappropriati. “Le risorse pubbliche devono servire prima di tutto ai ragazzi feriti che ancora oggi lottano per tornare a vivere”, tuonano i genitori.
Per tutte queste ragioni le famiglie stanno chiedendo un incontro con il Comune, così da avere la possibilità di parlare direttamente e confrontarsi. La speranza è di riuscirci prima della data limite del 23 novembre, quando si chiuderà la possibilità di presentare delle opposizioni.
