Le ferite della tragedia di Crans-Montana sono tutt’altro che rimarginate, e a poco più di due mesi dal primo anniversario del terribile rogo costato la vita a 41 persone, anche la commemorazione sta diventando un terreno di scontro.
Le ultime 24 ore hanno registrato una forte accelerazione delle polemiche sorte attorno alle celebrazioni previste per il prossimo 1° gennaio 2027, nonostante l’intenzione da parte delle autorità locali di creare al più presto due aree permanenti per omaggiare il ricordo delle vittime. La prima dovrebbe sorgere a pochi passi dalle ceneri del club, mentre la seconda, nelle intenzioni dell’amministrazione, troverebbe spazio in un angolo appartato immerso nel verde, pensato per garantire un luogo di raccoglimento più riservato e lontano dai riflettori.
L’organizzazione della commemorazione ufficiale per il primo anniversario ha invece messo a nudo le profonde crepe esistenti nei rapporti tra le istituzioni e i familiari delle vittime. Un cortocircuito che affonda le radici nella scelta iniziale delle autorità vallesi, le quali avevano individuato la sala polivalente del centro congressi Le Régent quale sede per l’omaggio istituzionale. Si tratta dello stesso identico edificio in cui, la notte del disastro, centinaia di padri e madri rimasero ammassati per ore in un’attesa straziante, prima di ricevere la conferma del riconoscimento dei cadaveri. Un accostamento logistico ritenuto inaccettabile dai comitati dei familiari.
Di fronte al rifiuto, il Consiglio di Stato del Vallese ha dovuto fare un passo indietro, accogliendo l’istanza di spostare l’evento ufficiale a Grône, un centro situato a una ventina di chilometri più a valle. Dal canto suo, il Comune di Crans-Montana ha cercato di mediare, optando per una trasmissione in streaming della funzione così da permettere comunque ai cittadini di seguire l’evento senza doversi allontanare dal proprio territorio.
Alla base delle tensioni, tuttavia, non c’è solo la questione relativa alla location scelta per la commemorazione, ma la spaccatura con le autorità locali: l’inchiesta penale per omicidio colposo e violazione delle norme di sicurezza vede infatti indagati eccellenti, tra cui non figurano solo i gestori del locale, i coniugi Moretti, ma anche esponenti di primo piano dell’amministrazione, compresi il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, e l’attuale capo della sicurezza pubblica.
Il rischio di vedere esponenti politici controversi in prima fila, a presenziare in un evento di cordoglio per una vicenda in cui ci sono ancora tante ombre, ha sollevato un’ondata di sdegno. Rispondendo alle forti preoccupazioni sollevate dalle famiglie delle vittime, le autorità cantonali hanno espressamente confermato che gli indagati non riceveranno l’invito e non saranno presenti all’evento istituzionale a Grône.
