La vicenda di Crans-Montana di tinge sempre più di giallo. Le indagini della procura sulla strage di giovanissimi vanno avanti, ci sono 41 ragazzi morti e centinaia di feriti che chiedono ancora giustizia e che, soprattutto, temono di non averla. Nel frattempo Jacques Moretti, titolare con sua moglie Jessica del locale Le Constellation, è tornato in carcere ma non per quanto accaduto la notte di capodanno, bensì per le violenze sulla sua consorte. La donna è stata anche ricoverata diversi giorni in ospedale per le conseguenze dell’aggressione e solo di recente è rientrata nella sua abitazione, dove ha un bambino di pochi mesi.
Secondo quanto riferito dal Corriere della Sera, chi ha visto Jessica Moretti in ospedale racconta di una donna traumatizzata e ferita in modo “brutale”, con segni molto evidenti sul corpo che una fonte ospedaliera ha riassunto come “importante trauma cranico-facciale”. Non è chiaro cosa sia accaduto nell’abitazione dei Moretti tra l’11 e il 12 agosto, quel che è noto è che a chiamare le forze dell’ordine sono stati i vicini di casa della coppia francese, allarmati dalle grida della donna. La polizia, arrivata sul posto con un’ambulanza, ha condotto lui in carcere e lei in ospedale per le cure, che si sono tradotte in un ricovero di diversi giorni nel reparto di traumatologia. Per il momento la donna non ha denunciato e non è detto che non lo faccia quando le sue condizioni saranno ulteriormente migliorate. Ma intanto la procura può procedere d’ufficio per questo tipo di reati in Svizzera, e infatti Jacques Moretti è stato denunciato per violenza domestica.
Non è chiaro dove sia attualmente Jessica Moretti, se nella loro casa di Lens o da un’altra parte: l’appartamento è silenzioso, il passeggino del bimbo è sempre al suo posto e le tapparelle sono costantemente abbassate. Gli avvocati di Jacques Moretti si sono affrettati a dire che il fascicolo aperto per il pestaggio della moglie e quello per Le Constellation sono distinti e non hanno nulla in comune. Ed è formalmente vero, però è innegabile che psicologicamente questa nuova indagine abbia un’influenza, anche solo sull’opinione pubblica. “Siamo indignati soprattutto per quanto successo in questo periodo, lui è in carcere solo ora. È un dolore incredibile che i Moretti abbiano dato così poco peso a tutti i ragazzi che non ci sono più e a tutti i ragazzi che stanno lottando in tutte le condizioni. Per noi è assurdo, sono senza parole”, ha dichiarato all’Ansa Loretta Arapi, madre di Leonardo Bove, uno dei ragazzi milanesi rimasti feriti nel rogo di Crans-Montana.
