L’ex principe Andrea, ha avviato un’azione legale contro la Thames Valley Police per contestare la legittimità dei mandati che hanno consentito agli agenti di perquisire le sue proprietà nell’ambito dell’inchiesta collegata a Jeffrey Epstein. L’ex duca di York ha ottenuto il via libera a una judicial review, il procedimento attraverso il quale un giudice può verificare la legittimità di una decisione o di un’azione di un’autorità pubblica. In questo caso, l’obiettivo è chiedere l’annullamento dei mandati di perquisizione emessi da un giudice della Central Criminal Court, il tribunale penale centrale di Londra, il 18 febbraio 2026. L’udienza è prevista per giovedì alle 14 davanti al giudice Justice Hilliard e si svolgerà inizialmente in forma privata. Al centro ci sarà anche la richiesta della Thames Valley Police di limitare l’accesso ad alcuni documenti del procedimento. Non è noto se Mountbatten-Windsor sarà presente. La polizia ha confermato l’esistenza del procedimento: “Le nostre indagini per presunti illeciti nell’esercizio di una funzione pubblica sono tuttora in corso. Parallelamente, è in corso un procedimento giudiziario relativo ai mandati di perquisizione precedentemente ottenuti dalla Central Criminal Court. Poiché la questione è attualmente all’esame della giustizia, non verranno aggiunte ulteriori informazioni”.
L’arresto e le perquisizioni
La vicenda nasce dall’arresto di Andrea, avvenuto il 19 febbraio, proprio nel giorno del suo 66esimo compleanno, con l’accusa di presunta condotta illecita nell’esercizio di una funzione pubblica. Dopo essere stato interrogato dalla polizia, è stato rilasciato circa 11 ore più tardi, ma l’indagine nei suoi confronti è ancora in corso. Nello stesso giorno gli agenti della Thames Valley Police hanno perquisito la sua abitazione nella tenuta di Sandringham, nel Norfolk, e il Royal Lodge, la residenza che aveva occupato a Windsor. Le operazioni a Royal Lodge sono proseguite anche dopo il rilascio di Andrea. L’inchiesta riguarda alcune informazioni riservate che, secondo gli investigatori, Andrea avrebbe condiviso con Jeffrey Epstein tra il 2001 e il 2011, quando ricopriva l’incarico di rappresentante speciale britannico per il commercio e gli investimenti.
Le accuse legate agli Epstein files
Al centro dell’indagine ci sono le informazioni emerse dai documenti relativi a Epstein, il finanziere americano morto in carcere nel 2019 dopo essere stato accusato di reati sessuali. Secondo quanto riferito, le comunicazioni rese pubbliche nell’ambito degli Epstein files avrebbero evidenziato che Andrea aveva condiviso con Epstein informazioni relative alla propria attività istituzionale. Tra gli elementi finiti sotto esame ci sarebbero rapporti riguardanti alcuni suoi viaggi ufficiali e materiale riservato legato alle opportunità di investimento in Afghanistan. L’ex principe ha sempre negato qualsiasi illecito. L’inchiesta della Thames Valley Police è tuttora in corso e, allo stato attuale, non è stato incriminato.
Il caso Royal Lodge
Le perquisizioni sono arrivate dopo mesi di polemiche sui rapporti di Andrew con Epstein. Royal Lodge era stata la sua casa per oltre vent’anni, fino a quando è stato costretto a lasciarla in seguito alle nuove controversie che lo avevano coinvolto. Lo scorso anno il fratello, re Carlo III, aveva privato il fratello del diritto di utilizzare il titolo di principe e del ducato di York, nel quadro delle misure adottate dopo le nuove polemiche legate ai suoi rapporti con Epstein. Ora Andrea porta la questione davanti all’Alta Corte. La sua difesa sostiene che i mandati alla base delle perquisizioni debbano essere esaminati sotto il profilo della loro legittimità. La decisione dell’Alta Corte potrebbe stabilire se le perquisizioni sono state effettuate legittimamente e se il materiale raccolto dalla polizia durante le operazioni potrà essere utilizzato nell’inchiesta, che nel frattempo prosegue.
