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Cronaca internazionale

Cure transgender ai minori, il dossier che scuote gli Usa: Vance chiede di indagare sugli ospedali

Il rapporto dell’Hhs segnala possibili irregolarità nei codici usati per ottenere i rimborsi assicurativi. Il vicepresidente Usa trasmette gli atti al dipartimento di Giustizia

Lo sconfitto Vance paga errori altrui

L’amministrazione Trump alza ulteriormente il livello dello scontro sulle cure transgender ai minori. Il vicepresidente JD Vance ha trasmesso al dipartimento di Giustizia un rapporto pubblicato dal dipartimento della Salute e dei Servizi Umani che accusa gli ospedali di fatturare in modo errato alle compagnie assicurative le procedure sanitarie transgender, come la prescrizione di bloccanti della pubertà o la terapia ormonale ai minori, al fine di trarne profitto.

Come riportato da Politico, Vance - che guida anche la task force della Casa Bianca contro le frodi - ha chiesto al procuratore generale Todd Blanche di valutare l’apertura di un’indagine su decine di ospedali e strutture sanitarie in tutto il Paese. Secondo il vicepresidente, alcune cliniche pediatriche avrebbero utilizzato codici diagnostici o di fatturazione “fuorvianti o addirittura fraudolenti” per ottenere dalle compagnie assicurative il rimborso delle procedure.

Il rapporto del Dipartimento della Salute - titolato “Wolves in White Coats: How Doctors and Hospitals Pushed and Profited from the Fraud of ‘Gender Medicine’” – arriva pochi giorni dopo la decisione dei Centers for Medicare and Medicaid Services di tagliare i finanziamenti Medicaid alle strutture che offrono determinati trattamenti di transizione di genere ai minori.

Nel mirino c’è soprattutto il cosiddetto “upcoding”, cioè l’utilizzo di codici diagnostici che consentono di ottenere rimborsi più elevati o di far rientrare nelle coperture assicurative prestazioni che altrimenti potrebbero essere escluse. L’Hhs ha analizzato richieste di rimborso presentate tra il 2015 e il 2025, rilevando quasi 50 milioni di dollari fatturati per farmaci bloccanti della pubertà somministrati a pazienti tra i 9 e i 17 anni ai quali era stata associata una diagnosi di disturbo endocrino.

Secondo gli autori del rapporto, i dati suggerirebbero un possibile ricorso a diagnosi endocrine generiche al posto di codici direttamente collegati alla disforia o all’identità di genere. Una pratica che secondo l’Hhs potrebbe aver consentito di ottenere più facilmente la copertura delle assicurazioni. Il documento segnala inoltre oltre trenta tra ospedali, cliniche e farmacie che avrebbero fatturato bloccanti della pubertà utilizzando diagnosi non specifiche relative a disturbi ormonali.

I numeri riportati da Fox accendono i riflettori sulla portata del dibattito. Secondo il report, il costo medio dell’assistenza sanitaria per un minore è di circa 3.000 dollari, ma i trattamenti di transizione di genere possono far lievitare tale cifra a 75.000 dollari senza intervento chirurgico e a quasi 170.000 dollari se è previsto un intervento chirurgico.

Vance ha quindi chiesto al Dipartimento di Giustizia di stabilire se le strutture indicate abbiano violato leggi, regolamenti o disposizioni federali. Il dicastero ha confermato a Politico di aver ricevuto la segnalazione e ha assicurato che le accuse di frode sanitaria saranno esaminate. Resta però da accertare la natura delle anomalie. Anche il portale sottolinea infatti che allo stato attuale non è chiaro se i codici contestati siano stati utilizzati intenzionalmente per ottenere rimborsi indebiti oppure se si tratti di errori di fatturazione, problema già emerso in passato in altri settori della sanità americana.

Contro la stretta dell’amministrazione si sono schierate alcune delle principali organizzazioni mediche statunitensi, tra cui l’American Medical Association e l’American Academy of Pediatrics. Quest’ultima ha contestato le restrizioni varate da Washington, sostenendo che potrebbero avere conseguenze pesanti sui pazienti e sulle loro famiglie.

Il Dipartimento di Giustizia dovrà ora stabilire se dietro le anomalie individuate dall’Hhs ci siano semplici errori amministrativi oppure condotte tali da configurare una frode sanitaria. È questo - almeno per il momento - il nuovo fronte aperto dalla Casa Bianca sulle cure transgender destinate ai minori.

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