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Cronaca internazionale

“Dal 2028 farmaci anti-libido ai detenuti per reati sessuali in Gran Bretagna”: la rivelazione del Guardian

Esplode il dibattito nel Regno Unito: il trattamento è già richiesto dalle commissioni per la libertà vigilata in diversi Paesi, ma è scontro sull’etica

carcere

Entro la fine del 2028, migliaia di detenuti per reati sessuali in Inghilterra e Galles potrebbero ricevere trattamenti ormonali per il controllo della libido. A riportare questa notizia è il Guardian, che avrebbe ricevuto questa informazione da alcune sue importanti fonti e cita la professoressa Belinda Winder.

Secondo la Winder, tra le massime esperte nel Regno Unito nel campo della psicologia forense e della gestione dei criminali sessuali, il trattamento farmacologico potrebbe riguardare il 25% della popolazione carceraria condannata per abusi (circa 3.750 persone). L’esecutivo guidato da Andy Burnham vede infatti nell’estensione su base volontaria di queste terapie frenanti una via d’uscita strategica per decongestionare le prigioni, ormai sature. Allo stesso tempo, rimane aperta la discussione sull’attuazione della linea dura annunciata del ministro dell’Interno Shabana Mahmood, che propone di imporre per legge la castrazione chimica ai soggetti ritenuti più pericolosi, inclusi stupratori e pedofili.

Belinda Winder parla di PSA (Eccitazione sessuale problematica) e riporta i casi di soggetti che affermano di stare meglio dopo aver assunto il farmaco anti-libido. “Ricordo di aver parlato con un ragazzo poche settimane dopo aver iniziato a prendere il farmaco. Ha detto: ‘È incredibile. Ho seguito una trama cinematografica. Non stavo solo cercando quando potevo vedere le cinghie del reggiseno, quando potevo vedere i capezzoli, quando qualcuno stava per piegarsi in modo da poter vedere il loro sedere’. Senza la droga, queste immagini gli giravano intorno alla testa tutto il tempo. Non li voleva più”, ha riferito.

Il mix di farmaci previsto include antidepressivi, che riducono di molto gli impulsi ossessivi, ma anche anti-androgeni, che abbassano i livelli di testosterone. Non è soltanto il Regno Unito ad aver preso questa strada. Tra i paesi europei abbiamo Danimarca e Francia, dove la soppressione chimica viene applicata, ma solo su base volontaria. E poi abbiamo la Corea del Sud, il primo paese asiatico ad aver reso legale la castrazione chimica con una legge del 2010.

Attualmente, in Galles e in Inghilterra ci sono circa 15 mila detenuti che stanno scontando una pena per reati sessuali. Chi deciderà di partecipare al programma si vedrà somministrare farmaci come inibitori della ricaptazione della serotonina, e antiandrogeni, che riducono la libido. Se il progetto dovesse avere successo, i farmaci saranno introdotti a pieno regime, e saranno impiegati nelle carceri e presso le strutture di libertà vigilata.

Naturalmente non sono mancate le polemiche. C’è chi punta il dito sugli effetti collaterali, che potrebbero rivelarsi anche seri, come perdita muscolare, aumento di peso e perdita di densità ossea. Secondo alcuni esperti, inoltre, l’uso di farmaci elimina certi comportamenti, ma il problema rimane e può riproporsi una volta concluso e/o abbandonato il programma.

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