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Cronaca internazionale

Economici e letali: ecco quali sono i missili iraniani che mandano in crisi la strategia Usa

Il Wall Street Journal riferisce che il Kheibar Shekan è ormai il miglior missile di Teheran. Ed è sempre più pericoloso

L'Iran colpisce le oasi: a rischio il paradiso del Golfo

Scorte di intercettori in calo e preoccupazioni per le conseguenze della riduzione delle scorte di Patriot e altre munizioni di difesa aerea sui principali fronti caldi globali fuori dal Medio Oriente, inclusa la faglia che passa per lo Stretto di Taiwan. Questi i motivi principali che avrebbero portato i consiglieri di Donald Trump a metterlo in guardia venerdì scorso dal lanciare nuovi pesanti attacchi contro l’Iran. Valutazioni che, almeno per ora, avrebbero convinto il tycoon a dare nuovamente spazio alla soluzione diplomatica. Il capo della Casa Bianca, scrive in un’analisi il New York Times, scopre dunque limiti al suo potere che difficilmente avrebbe potuto immaginare quando il 28 febbraio ha avviato le operazioni di combattimento fissando come obiettivi la rapida fine del programma nucleare iranino e il rovesciamento del regime islamico.

Vari i fattori che hanno permesso alla Repubblica Islamica di dimostrarsi più resiliente di quanto The Donald avesse messo in conto. Oltre alla difesa a mosaico e il blocco dello Stretto di Hormuz (la vera opzione nucleare iraniana), un ruolo non di poco conto nel bucare la strategia messa in piedi dal Pentagono lo sta avendo l’impiego da parte dei pasdaran dei missili balistici Kheibar Shekan definiti dal Wall Street Journal il pilastro dell’arsenale di Teheran.

Economici, mobili e altamente precisi con una gittata di oltre 1400 chilometri, i Kheibar Shekan vengono sempre più usati dalle forze iraniane per attacchi complessi nel Golfo. Dalla ripresa un paio di settimane fa dei combattimenti tra Stati Uniti e Iran, ora entrati di nuovo in un’instabile drôle de guerre, il regime teocratico ha infatti lanciato tali missili contro le basi americane impiegando una combinazione di diverse traiettorie di volo, manovre e velocità per cercare di confondere le difese statunitensi. Una circostanza confermata da funzionari Usa al quotidiano finanziario mentre uno degli insider consultati precisa che, sebbene Washington sia stata in grado di abbattere la maggior parte dei missili balistici durante il conflitto, alcuni sono riusciti a superare le difese degli States.

Gli esperti sostengono che i Kheibar Shekan, a differenza di missili iraniani più vecchi, possono essere mantenuti riforniti di carburante e caricati velocemente su camion o altri veicoli per il lancio. In alcune varianti del missile, affermano analisti e funzionari, la sezione anteriore, che contiene la testata esplosiva del missile e si stacca durante la fase finale del volo, è dotata di un piccolo motore che le consente di correggere la traiettoria mentre si avvicina al bersaglio ad una velocità di circa 9600 chilometri orari. La variazione della traiettoria permetterebbe ai Kheibar Shekan di rendere più difficile la loro individuazione e intercettazione da parte dei nemici.

L’utilizzo di tali missili balistici, che come sottolinea il Wall Street Journal sono i migliori e sempre più pericolosi missili iraniani, sarebbe reso ancora più letale dal lancio in contemporanea e verso gli stessi target di droni ad alta velocità. Secondo le stime di Washington e Tel aviv, prima dell’inizio della guerra Teheran possedeva circa 2500 Kheibar Shekan e altri missili a medio raggio. L’esperto Fabian Hinz dichiara che la Repubblica Islamica potrebbe essere impegnata nell’assemblaggio di altri vettori utilizzando componenti immagazzinate in basi sotterranee ma gli impianti di produzione dove venivano costruiti i motori per i missili sono stati distrutti. “L’Iran ha visto quali tipi di manovre sono le più efficaci per superare la difesa missilistica”, ha affermato Hinz aggiungendo che “ogni singolo impiego in combattimento fornisce dei dati, il che è molto utile per gli iraniani”.

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