La situazione a Ceuta continua a essere grave, anche se per il governo spagnolo tutto sembra essersi già risolto. Ma la verità è un’altra e la raccontano le spiagge trasformate in vere e proprie baraccopoli dai migranti, con capanne di legno e paglia sulla sabbia e spazzatura ovunque. Il tutto non disincentivato dalle autorità spagnole che, anzi, hanno offerto docce e servizi pubblici. Ma lo racconta anche un altro aspetto, forse il più grave del post-invasione dello scorso 30 luglio, ossia l’abbandono di Ceuta da parte dei suoi residenti o, meglio, delle residenti donne.
Fin dai giorni immediatamente successivi all’assalto dei confini, infatti, le famiglie si sono divise: gli uomini sono rimasti in città a proteggere le proprie case, i negozi e la città, come dimostrano i picchetti e le ronde organizzate nei quartieri da uomini di ogni età. Dagli adolescenti agli uomini più maturi, per giorni tutti si sono alternati nelle strade per evitare l’ingresso ai migranti, che fin dall’arrivo a Ceuta hanno provato a far razzia nei negozi e nelle case. Una donna ha, purtroppo, trovato nel suo letto un migrante nudo, riuscendo a metterlo in fuga. Molte donne si sono trasferite nella zona di Malaga e di Cadice, dove magari hanno parenti o amici che si sono resi disponibili a offrire loro un appoggio finché la situazione in città non si è stabilizzata. Anche perché il rischio di aggressioni sessuali è altissimo a Ceuta e se ne sono registrate giù diverse, nell’ordine delle decine, tra cui una bambina di nemmeno 11 anni.
“È molto duro quello che stiamo vivendo e molto duro ascoltare i giornalisti che giustificano questo Governo, che giustificano tutto. Non ce la facciamo più, ci sentiamo umiliati, calpestati. Ho dovuto portare via le mie figlie di casa perché il Governo non fa niente, perché il signor Pedro Sánchez è in vacanza a La Mareta. Non importiamo a nessuno”, ha dichiarato una donna ceutí intervistata dalla televisione. Uno sfogo più comprensibile per la donna, visto che già dal 1 agosto il presidente Sanchez si è ritirato a Lanzarote con la moglie, le figlie e i genitori. “Me ne sono andata perché mia figlia era terrorizzata, stava malissimo. Non voleva uscire in strada. Di notte si svegliava, si aggrappava a me e mi diceva che aveva paura. E io sono madre prima di ogni altra cosa e ho dovuto lasciare la mia terra”, ha proseguito. “Sono anche stanca che si critichino i nostri vicini che sono musulmani. Loro sono spagnoli quanto noi, hanno difeso Ceuta come noi e Ceuta non è senza spagnoli, grazie a Dio”, ha aggiunto in replica alle polemiche collaterali che si sono sviluppate.
