La studentessa Ahoo Daryaei divenne famosa, suo malgrado, perché si spogliò davanti all’università di Teheran. Una sfida estrema contro il regime degli ayatollah, per denunciare l’oppressione riservata alle donne. Il 4 novembre 2024 la arrestarono e, successivamente, la rinchiusero in un ospedale psichiatrico. Dopo quasi tre settimane fu dichiarata “malata di mente” e riaffidata alla famiglia come gesto di magnanimità da parte delle autorità.
Quella “libertà” ritrovata, però, le costò molto. Da quel momento in poi rimase un’osservata speciale, con il telefono sotto controllo e, in più, l’obbligo di assumere farmaci per la schizofrenia. Siccome c’è il rischio che non li prenda una volta al mese le vengono fatte delle iniezioni, e così si taglia la testa al toro. Al contempo è tenuta sotto stretto controllo, come racconta al Daily Mail una sua amica.
“La sua famiglia - spiega al giornale britannico - ha detto che è meglio per lei ricevere queste iniezioni con l’etichetta di malata di mente, piuttosto che essere impiccata, messa in prigione o torturata”.
Com’era iniziata la sua protesta
Il 2 novembre 2024 un membro della milizia islamista Basij la prende di mira perché non porta l’hijab (obbligatorio in Iran) e, per rimproverarla, le strappa una parte del vestito che indossa. Lei non ci sta e non si limita a reagire con le parole. Per protesta si toglie le vesti e resta in mutande e reggiseno sedendosi nel cortile dell’università. Qualcuno la riprende e quelle immagini fanno il giro del mondo. Un gesto che, purtroppo, le costerà caro.
