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Cronaca internazionale

Il ritorno di Farage come deputato: rieletto con oltre 22mila voti

Il leader di Reform UK riconquista il seggio dopo averlo lasciato per provocare una nuova elezione. Oltre 22mila voti contro i 9.455 del candidato satirico. Ma il successo non chiude le polemiche sui 5 milioni di sterline ricevuti da un finanziatore del settore crypto

Britain's Reform UK party leader Nigel Farage arrives at a polling station in Walton on the Naze, Thursday, Aug. 13, 2026 to cast his vote for the Clacton on Sea by-election.(AP Photo/Richard Pelham) Associate Press/ LaPresse Only Italy and Spain

Nigel Farage è tornato alla Camera dei Comuni. E lo ha fatto al termine di una delle elezioni suppletive più surreali della recente politica britannica: a Clacton-on-Sea, nell’Essex, il leader di Reform UK ha riconquistato il seggio che aveva lasciato volontariamente appena un mese prima, battendo Count Binface, il candidato satirico che conduce le proprie campagne elettorali con un costume da bidone della spazzatura.

Il risultato è netto. Farage ha ottenuto 22.239 voti, pari al 63,34%, mentre Count Binface si è fermato a 9.455 voti, il 26,93%. L’affluenza è stata del 44%, in un voto celebrato durante quella che era stata indicata come la giornata più calda dell’anno. Il margine di Farage è stato di 12.784 voti.

La storia della suppletiva comincia con una decisione politicamente insolita. L’8 luglio Farage si era dimesso da deputato di Clacton, dopo che sulla sua posizione politica e finanziaria si erano intensificate le domande relative a un dono da 5 milioni di sterline ricevuto dal miliardario delle criptovalute Christopher Harborne. La donazione era stata segnalata alla National Crime Agency da alcuni banchieri preoccupati per la possibile provenienza del denaro. Farage ha sempre respinto le accuse di irregolarità e sostenuto di non avere motivo di dubitare dell’origine dei fondi.

La sua scommessa era trasformare il voto in un referendum personale sul proprio rapporto con l’establishment politico britannico. Il risultato gli consegna un argomento forte: Farage ha persino superato i 21.225 voti ottenuti alle elezioni generali del 2024, aumentando il proprio consenso assoluto nonostante una partecipazione molto più bassa.

La strategia ha funzionato almeno sul piano elettorale. I principali partiti britannici hanno scelto di non presentare candidati boicottando la consultazione, considerandola una manovra costruita dallo stesso Farage. Il risultato è stato un campo record di 34 candidati, con Farage e Count Binface al centro dell’attenzione mediatica.

In assenza dei principali partiti, Count Binface è diventato il principale avversario di Farage. Dietro il costume argentato del personaggio creato dal comico Jonathan Harvey c’è una candidatura deliberatamente satirica, costruita negli anni per prendere in giro la politica britannica. Binface aveva sfidato primi ministri britannici e altri protagonisti della politica nazionale. A Clacton ha trasformato la suppletiva in una sorta di referendum sulla teatralizzazione della politica: contro il messaggio anti-immigrazione e anti-establishment di Reform UK, ha proposto una campagna volutamente assurda e parodistica.

Ma il dato politicamente più interessante è che il secondo posto è andato proprio al candidato satirico. Binface ha raccolto quasi 9.500 voti, lasciando dietro di sé gli altri 32 candidati che hanno perso il proprio deposito elettorale. Farage ha interpretato il risultato anche in questa chiave. Prima ancora della proclamazione ufficiale aveva annunciato ai suoi sostenitori di avere ottenuto una vittoria “fairly convincingly”, sostenendo che gli elettori di Clacton avevano respinto quello che considera il fronte comune dell’establishment.

Ma la scena più insolita è arrivata proprio dopo la vittoria: Farage non si è presentato al conteggio ufficiale. Ha sostenuto di essere stato avvertito dalla polizia di una possibile campagna organizzata per disturbare la proclamazione.

Ma il voto di Clacton non cancella le questioni finanziarie che hanno provocato la crisi politica delle ultime settimane. Anzi, l’indagine formale del Parliamentary Standards Commissioner sul dono da 5 milioni di sterline dovrebbe riprendere proprio dopo la conclusione della suppletiva.

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