Non si spengono le proteste in Francia: il Paese si prepara a un nuovo sabato ad alta tensione. Per il terzo fine settimana consecutivo, le piazze tornano a riempirsi contro il carovita, le difficoltà del sistema scolastico e le politiche del governo, mentre l’esecutivo di Emmanuel Macron risponde con uno dei più imponenti dispositivi di sicurezza delle ultime settimane.
Settantamila tra poliziotti e gendarmi mobilitati, reparti speciali, mezzi blindati, droni ed elicotteri: è il piano predisposto dal ministro dell’Interno Laurent Nuñez per affrontare quella che il responsabile della sicurezza nazionale ha definito una giornata ad altissimo rischio per l’ordine pubblico.
Il timore delle autorità è che la terza giornata di mobilitazione, già ribattezzata Atto III, possa aggravarsi con la coincidenza con la notte di Halloween. Secondo il ministero dell’Interno, sui social network circolano appelli a raduni serali, alcuni accompagnati da incitamenti alla violenza e ai saccheggi. Nuñez ha annunciato una risposta di estrema fermezza, chiarendo che gli assembramenti vietati saranno dispersi e che le forze dell’ordine potranno procedere agli arresti.
Sono circa 150 i cortei previsti sul territorio nazionale, espressione di una protesta che ha progressivamente superato i confini delle mobilitazioni studentesche per coinvolgere sindacati, lavoratori e reti dei gilet gialli.
Il principale terreno di scontro tra manifestanti e autorità è ancora una volta Parigi. La prefettura ha imposto un itinerario periferico, da Porte de Bagnolet a Porte de Charenton, escludendo il percorso tra Bastiglia e Nation richiesto dagli organizzatori. La decisione ha aperto un confronto giudiziario: venerdì sera il tribunale amministrativo aveva sospeso il divieto, ma questa mattina il Consiglio di Stato ha ribaltato il pronunciamento, confermando la linea della prefettura. Il corteo dovrà quindi restare lontano dal cuore della capitale.
Accanto ai reparti ordinari saranno impiegate le unità specializzate BRI, RAID e GIGN, insieme a 26 blindati Centaure e 15 mezzi dotati di cannoni ad acqua. Droni, elicotteri, unità cinofile e reparti a cavallo contribuiranno al controllo del territorio. Sono stati inoltre intensificati i controlli nelle stazioni ferroviarie, sulle principali arterie stradali e nei pressi dei centri commerciali, con perquisizioni finalizzate a individuare oggetti potenzialmente utilizzabili durante gli scontri.
Sindacati e organizzazioni studentesche ora guardano già al 5 novembre, quando è prevista una giornata di sciopero nazionale. Il ministro della Giustizia Gérald Darmanin ha ribadito venerdì le sue istruzioni ai pubblici ministeri di adottare una posizione ferma riguardo alle manifestazioni, come annunciato dal Ministero della Giustizia. In una nota ha sottolineato “la necessità di mantenere una risposta penale ferma e rapida” di fronte al “significativo rischio che vengano commessi atti di violenza il 31 ottobre 2026, in particolare in serata “.
Come già accaduto nei giorni precedenti di mobilitazione, il ministro ha ribadito la sua richiesta di sanzioni aggiuntive in caso di condanna: blocco dell’utilizzo dei social media, divieto di manifestare o privazione dei diritti civili. "
