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Cronaca internazionale

Francia, Germania, Italia e Regno Unito: “Israele revochi i piani per gli insediamenti in Cisgiordania”

Le quattro principali potenze europee in una dichiarazione congiunta chiedono a Israele di fermare il progetto E1: “Inaccettabile”

Francia, Germania, Italia e Regno Unito alzano la voce contro il nuovo passo compiuto da Israele sull’espansione degli insediamenti in Cisgiordania. In una dichiarazione congiunta diffusa oggi, i quattro governi hanno chiesto a Israele di ritirare immediatamente i piani relativi al progetto E1 e di porre fine all’espansione degli insediamenti nel territorio palestinese occupato.

La dichiarazione non è però limitata ai quattro Paesi europei: il testo è stato sottoscritto anche da Paesi Bassi, Canada e Norvegia, configurando una condanna internazionale più ampia. I governi definiscono “inaccettabile” la decisione israeliana e avvertono che il progetto rischia di compromettere la continuità territoriale palestinese e quindi la possibilità di realizzare una soluzione a due Stati.

Il nodo è l’area situata tra Gerusalemme Est e l’insediamento di Ma’ale Adumim. Il progetto è da anni al centro di una disputa internazionale proprio per la sua posizione geografica: secondo i governi che oggi lo contestano, la sua realizzazione creerebbe una barriera fisica attraverso la Cisgiordania, compromettendo la continuità necessaria alla nascita di uno Stato palestinese.

La questione degli insediamenti torna così al centro del rapporto tra Israele e le principali capitali europee. Nella dichiarazione congiunta, i sette Paesi affermano che il diritto internazionale è chiaro sulla questione degli insediamenti israeliani in Cisgiordania e ricordano che questa posizione è stata ribadita anche dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Già nei mesi scorsi i quattro Paesi avevano chiesto a Israele di fermare l’espansione degli insediamenti, denunciando l’impatto sulla stabilità della Cisgiordania e sulle prospettive di una soluzione a due Stati.

Il governo britannico ha assunto una posizione particolarmente dura. Il ministro degli Esteri Ed Miliband ha definito l’iniziativa “inaccettabile e distruttiva”, sostenendo che Londra non resterà a guardare mentre viene messa a rischio la soluzione dei due Stati. Il Regno Unito ha inoltre convocato l’incaricato d’affari israeliano e ha annunciato che potrebbero arrivare ulteriori misure.

La reazione europea si inserisce in una crescente opposizione internazionale al progetto. Anche la Lega Araba ha condannato l’avanzamento dell’E1, sostenendo che la sua realizzazione dividerebbe il territorio palestinese e isolerebbe ulteriormente Gerusalemme Est dal resto della Cisgiordania. Egitto e Turchia hanno espresso analoghe preoccupazioni.

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