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Cronaca internazionale

“Ci sembravano nordafricani. Quando hanno capito che eravamo italiani ci hanno trattato con più cattiveria”. Il drammatico racconto dell’aggressione a Barcellona

Nicola Maggiotto è ancora ricoverato, le sue condizioni preoccupano. Ad aggredirlo, secondo l’amico, un gruppo di una decina di coetanei “ricciolini, scuri, sembravano nordafricani”

Nessuna rissa, nessuna violenza ha mai un senso. Ma quello che è successo a Barcellona ancora meno. Nicola Maggiotto ha solo 21 anni e la sua vita è cambiata per sempre durante la vacanza con gli amici nella città spagnola, dove è stato violentemente aggredito insieme agli amici, in una situazione che dev’essere ancora chiarita del tutto. “Poco dopo le 22 stavamo facendo la scalinata per andare a prendere il taxi. Fuori dal locale dove eravamo stati abbiamo incontrato dieci, quindici ragazzi. Stavamo parlando tranquillamente con loro, un po’ bevuti, un po’ in inglese, un po’ in spagnolo, non riuscivamo a capire bene di dove fossero. Ricciolini, scuri, ci sembravano nordafricani”, ha spiegato Giuseppe al Corriere della sera. Lui era lì con Nicola ma, fortunatamente, non ha riportato gravi conseguenze.

“Parlavamo dei mondiali di calcio, perché la Spagna ha vinto. Ma non ricordo bene. Quando ci hanno sentito parlare e hanno capito che eravamo italiani hanno cambiato atteggiamento. L’ha notato anche il mio amico che era più sobrio di me”, ha spiegato ancora, spiegando di non credere di essere stato aggredito per la sua nazionalità ma “sicuramente sono cambiati, sembrava che ci prendessero in giro. Ci trattavano con più cattiveria. Ed è partito un dibattito tra Nicola, che era rimasto indietro, e il ragazzo che aveva vicino”. A quel punto hanno iniziato a picchiarsi, “erano uno contro uno, gli altri dieci ragazzi stavano intorno a guardare. Ho deciso di lasciarli fare. Nicola ha fatto un anno di arti marziali miste, il rugby è il suo sport, si sa difendere, mi sono detto”. Ma in quelle circostanze non basta.

“Ho visto un secondo ragazzo correre da dietro verso di lui e tirargli questo pugno, un colpo forte, dietro la nuca, sopra la testa. Nicola è caduto per terra e in quel momento non ci ho più visto. Sono corso verso il gruppo. Non mi ricordo cosa ho fatto, oltre allo choc ero ubriaco. Mi sono buttato per salvare il mio amico, ho cercato di aiutare Nicola, loro erano tantissimi, volevano continuare ad attaccarlo anche se era svenuto, inconsciente”, ha proseguito nel racconto, spiegando di essere svenuto a sua volta. “Se Nicola fosse stato da solo, probabilmente non sarebbe nemmeno tra noi. Da allora abbiamo passato l’inferno per le sue condizioni. Non tanto fisicamente, ho preso due tre botte, non è che mi interessi tanto. Ma emotivamente: sono stato tutta la prima notte con Nicola in ospedale e fa male vederlo così. Speriamo tutti che le cose vadano per il meglio”, ha aggiunto. Al momento Nicola è ancora incosciente e secondo i medici ha riportato danni neurologici.

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