Chen Zhi è stato a lungo uno degli uomini più potenti e misteriosi dell’Asia. Nato in Cina nel 1987, trasferitosi in Cambogia poco più che ventenne, nel giro di pochi anni è passato dal settore immobiliare a un impero che comprendeva banche, supermercati, compagnie aeree e investimenti internazionali. Al culmine della sua parabola era vicino all’establishment politico di Phnom Penh, disponeva di uno yacht da 53 metri con tanto di nightclub e aveva comprato immobili di lusso a Londra. Ma tra i suoi affari ce n’era uno particolarmente curioso: i sigari cubani…
Gli affari a Cuba del super miliardario cinese
Nel 2020 Chen guidava il consorzio di investitori di Hong Kong che ha acquistato da Imperial Tobacco la partecipazione in Habanos, la società che commercializza in tutto il mondo i celebri Cohiba, Montecristo e Trinidad. Attraverso una società collegata, Chen era arrivato a controllare quasi un terzo del capitale di Habanos, entrando così in uno dei business più iconici dell’economia cubana.
Il Financial Times ha raccontato come Chen avesse trasformato i sigari in uno degli strumenti della propria strategia internazionale. L’ingresso in Habanos era arrivato mentre Cuba cercava nuove fonti di valuta e il mercato dei suoi prodotti di punta stava cambiando rapidamente. Nel 2022 l’azienda ha aumentato drasticamente i prezzi dei marchi più prestigiosi, trasformando Cohiba e Trinidad in beni di lusso ancora più esclusivi. Una scelta che ha funzionato almeno sul piano dei ricavi quelli di Habanos sono passati da circa mezzo miliardo di dollari l’anno a 827 milioni nel 2024.
Chen guardava anche alla distribuzione. Nel 2024 esponenti di Cambodia Airways, società del suo gruppo, hanno incontrato funzionari cubani per discutere collegamenti regolari tra Phnom Penh e L’Avana, mentre tra i progetti attribuiti al suo entourage c’era persino un club privato per fumatori a Londra. La quota d’ingresso? A partire da 100mila sterline.
Il crollo dell’impero e l’arresto di Chen Zhi
Poi, nell’ottobre 2025, tutto è precipitato. Stati Uniti e Regno Unito hanno imposto sanzioni a Chen e al suo Prince Group, mentre un atto d’accusa federale americano lo ha descritto come il vertice di una delle maggiori organizzazioni criminali transnazionali dell’Asia.
Secondo i procuratori statunitensi, il gruppo avrebbe costruito parte della propria fortuna attraverso compound in Cambogia nei quali lavoratori trafficati sarebbero stati costretti a gestire truffe online contro vittime in tutto il mondo.Chen ha respinto ogni accusa e il suo gruppo ha definito le contestazioni americane false e frutto di un eccesso di potere.
Lo scorso gennaio il magnate è stato estradato dalla Cambogia in Cina; pochi giorni dopo, nelle Isole Vergini Britanniche, sono stati nominati liquidatori provvisori per decine di società riconducibili al suo impero. Tra queste c’è anche quella attraverso cui controllava la sua partecipazione in Habanos.
La parabola è così arrivata al punto più basso: l’uomo che voleva trasformare i sigari cubani in un simbolo del proprio potere rischia ora di perderne il controllo. E per Habanos la vicenda arriva nel momento peggiore, tra carenze produttive, prezzi esplosi e una crescente concorrenza dei sigari prodotti in Nicaragua e nella Repubblica Dominicana.
This is Chen Zhi
— StarPlatinum (@StarPlatinum_) March 12, 2026
He made >$75,000,000,000 from crypto scams
This year he was extradited from Cambodia to China.
Wouldn’t be surprised if the Chinese government made him disappear. pic.twitter.com/TU48EggYG9
