Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 14:34
Cronaca internazionale

“I vagoni sbalzati in aria per 5 secondi”: le testimonianze choc sull’incidente ferroviario in Spagna

Uno scenario apocalittico: ecco il racconto dei momenti dello scontro tra i due treni ad alta velocità. “Come se avessero messo una bomba”

Emergency services work at the site of a train collision between a high speed Renfe AVE train and Iryo train around 150kms south of Madrid between Urda and Los Yebenes in the province of Toledo, on October 28, 2026. (Photo by Javier SORIANO / AFP)

La tragedia è più viva che mai negli occhi e nei racconti dei sopravvissuti al disastro ferroviario spagnolo di Toledo dove lo scontro tra due treni ad alta velocità è costato la vita ad oltre 40 passeggeri con i feriti che ormai sono diventati 150.

La testimonianza di Sebastian

“Ci sono i tre vagoni finali del treno Iryo, da lì non smettono di portare fuori le persone e di metterle dei teli. Cadaveri. È apocalittico. Ho difficoltà a pensare che ci siano persone vive. È una manopola di ferro. È come se avessero messo una bomba”, racconta molto chiaramente al quotidiano spagnolo El Mundo Sebastian Herrero, 49 anni di Siviglia. La sua fortuna è che si trovasse in uno dei vagoni di testa. Allo stop del treno alle 8.39, Sebastian racconta di aver pensato a un’interruzione di corrente o a problemi tecnici.

“4-5 secondi sospesi in aria”

La tragedia prende corpo tra le 8.51 e le 8.52. “Ero seduto e, improvvisamente, sono volato fuori contro le sedie dall’altra parte della strada. È stato un bestiale”. Sebastian calcola che, quando il treno ad alta velocità ‘Ave si è scontrato con l’Iryo, è stato “come quattro o cinque secondi nell’aria” che sono sembrati “una vita”. Dei nove vagoni, dalla prima alla quinta sono deragliate, tutte.

Nel corso dell’intervista telefonica, alle orecchie del giornalista che lo ha sentito la sua voce è sembrata ancora fortemente sotto choc. Sebastian, però, parla di “enorme fortuna” per come sono andate le cose. “Quando sono caduto, c’erano molte persone con il naso rotto, con un braccio rotto... Abbiamo iniziato a vedere il fumo ovunque”.

L’ordine di evacuazione

Poco dopo, un poliziotto in borghese ha iniziato a ordinare l’evacuazione. “Apri le porte e scendi da qui!”, ha gridato a Sebastian. A stretto giro, nella zona del disastro sono arrivati tre elicotteri, vigili del fuoco e la Guardia Civil. Sebastian non si capacita di come possa essere avvenuto l’incidente. “È un rettilineo perfetto, non si spiega come non ci sia la capacità di avvertire, non capisco”, sottolinea a El Mundo.

Il racconto di Joaquina

“Non so niente della mia amica. Io la chiamo e lei non risponde”: a parlare al quotidiano spagnolo è l’amica di una passeggera, Joaquina, infermiera di professione, fortemente preoccupata e con notizie ancora frammentarie. L’amica di cui parla è una delle passeggeri del treno Iryo che è stato speronato da un Ave. Joaquina e la sua amica avevano lavorato insieme, alcuni anni fa, all’ospedale Virgen del Rocío e questo mercoledì si sarebbero dovute ritrovare di nuovo a Siviglia dove la sua amica, anche lei infermiera, stava andando a lavorare in una clinica privata. “Mi ha confermato stamattina che si trovava sul treno, la chiamo e non risponde. Non risulta disponibile…”.

I parenti dei passeggeri che viaggiavano sui treni ad alta velocità precipitati stanno ricevendo cure mediche e psicologiche alla stazione di Santa Justa a Siviglia. Due diverse camere sono state allestite al piano terra della stazione ferroviaria: una per i parenti dei viaggiatori di Renfe e un’altra per quelle di Iryo, entrambe situate accanto all’ingresso di Kansas City Street, a Siviglia.

Commenti